Sicurezza
«Al dottore preparavo la Vespa con cui girava per tutta Roma»
Giuseppe Cau, di Pontedera, storico collaudatore, scrive su Facebook dei suoi incontri con il “patron” che poi lo chiamò a far parte della squadra corse mietendo vittorie
PONTEDERA «Enrico Piaggio. Un grande uomo che ho avuto la fortuna di conoscere che ero ancora un giovanotto», scrive sulla sua pagina facebook Giuseppe Cau. «Quando veniva a Roma alloggiava all’hotel Excelsior, e il mio compito era quello di fargli trovare pronta all’uscita una Vespa lucidata a dovere e perfetta in ogni particolare, che io scaricavo rapidamente da una Ape sul bordo del marciapiede di via Veneto. Lui usciva dal portone dell’albergo con la sigaretta sempre in bocca, mi ringraziava e metteva in moto, scomparendo in un attimo»..
Poi, qualche tempo dopo, «mi chiamò a Pontedera per far parte della Squadra corse Piaggio. Mi ero fatto conoscere per le tante vittorie nelle gare riservate agli scooter, a Roma e in altre località d’Italia, facendo scoprire al grande pubblico le qualità della Vespa: velocità, affidabilità, resistenza. Presi parte al grande trionfo alla Sei Giorni di Varese del 1951, quando vinsi una delle nove medaglie d’oro conquistate da noi piloti Piaggio. Ho disputato tante corse nella mia carriera, e sono orgoglioso di aver contribuito, con le mie affermazioni in sella a quelle 98 cc. e 125 cc. alla motorizzazione dell’Italia nel dopoguerra».
« Ho dato – rileva Cau – sempre il massimo del mio apporto allo sviluppo e alla crescita di Vespa, con quelle vittorie e tanto lavoro quotidiano, nel corso degli anni: la Vespa, che divenne presto un piccolo gioiello motociclistico, trasformandosi poi nel mito ineguagliabile che tutto il mondo ama e ci invidia, ha rappresentato tutta la mia vita. Nel giorno in cui si celebra l’uomo che ha voluto a ogni costo far nascere la Vespa, lo ringrazio e lo ricordo con grande affetto». —
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