Il dolore
L’“erba” non era light, sequestrati 17 chili di marijuana in un'azienda autorizzata alla coltivazione
Blitz in Valdicecina: tolte dal mercato 14.500 dosi per un valore di 150.000 euro, denunciato il titolare
MONTECATINI Vdc. L’erba, anche se la coltivazione era autorizzata non era light. I carabinieri di Ponteginori e della compagnia di Volterra, dopo una lunga indagine sono arrivati in un’azienda a La Sassa di Montecatini Valdicecina e hanno sequestrato di 17 chilogrammi di marijuana, parte del raccolto della stagione 2018 di un’azienda abilitata alla coltivazione industriale. Secondo le analisi in possesso dei militari quella marijuana ha una quantitativo di tetraidrocannabinolo (o Thc) che la rende una droga a tutti gli effetti e non un prodotto per usi terapeutici o industriali (su cui peraltro una recente sentenza della Cassazione ha posto ulteriori limitazioni). . L’indagine è partita durante l’estate dopo che una giovane è stata fermata, in un centro del litorale livornese, con una modica quantità di “Erba del contadino”, così riportava la busta sequestrata alla giovane. Se all’aspetto, almeno dalla confezione, poteva sembrare erba light, nella sostanza poi si è rivelata nettamente diversa. Per non incorrere in una querela da parte del coltivatore, prima di sequestrare l’ingente quantità di marijuana, la Procura e i carabinieri hanno deciso di procedere con tutte le cautele necessarie in queste situazioni.
A luglio scorso hanno effettuato una perquisizione nell’azienda della Valdicecina. Le quantità trovate non era indifferenti ma è stato deciso di prelevare alcuni campioni di “fumo” e di inviarli ad analizzare nel laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Livorno. Dopo mesi è arrivata la certezza rispetto ai sospetti iniziali, stando a quanto si è potuto apprendere. Le caratteristiche della sostanza stupefacente – di questo si tratterebbe – erano uguali a quelle della bustina che era stata sequestrata sul litorale, il Thc era fuori dal range consentito per l’uso terapeutico e industriale.
Nei giorni scorsi i militari sono tornati nell’azienda e hanno sequestrato tutta l’ “erba” che era stoccata nei vari armadi. 17 chili, circa 14.500 dosi, per un valore di quasi 150 mila euro. Il titolare dell’azienda, un quarantenne originario di Genova, Antonio Caminita, è stato denunciato per produzione illecita di sostanza stupefacente. L’attività non è però stata sospesa, in quanto l’imprenditore ha ottenuto un regolare autorizzazione per la coltivazione di marijuana light.
L’intervento dei carabinieri nell’azienda, in una piccola realtà come La Sassa, non è passato inosservato. E a distanza di alcuni giorni sono emersi anche i dettagli dell’operazione.
Non è la prima volta che questioni riguardanti prodotti alla marijuana o la stessa sostanza sequestrata nel corso di varie operazioni finiscono al vaglio delle analisi del laboratorio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si scopre che contengono percentuali illecite di Thc, il principio attivo proibito dalla legge se non in quantità minime. –
Sabrina Chiellini
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