Il Tirreno

Pontedera

Rappresentante-scrittore fa uccidere Babbo Natale È caccia all’assassino nel giallo di un fucecchiese

Marco Sabia

Contradaiolo raimondino fa il bis dopo il debutto col maresciallo Marta che tornerà presto in azione: «E stavolta sarà coinvolto anche il Palio» 

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il personaggio

Fucecchio terra di Palio, di Padule e di… giallisti. Ad augurarselo è Luca Ghimenti, fucecchiese trapiantato a Pisa con la passione per la scrittura di gialli: dopo aver debuttato con “Il maresciallo Marta, un amore sbagliato”, il rappresentante di articoli per bricolage ha bissato, dando alle stampe un giallo dove viene ucciso nientepopodimenoche… Babbo Natale. In “Natale Rosso Sangue”, infatti, il giallista fucecchiese si dedica a Santa Claus: la vigilia di Natale, nel giardino di una villa nella campagna toscana, Babbo Natale giace prono nella neve, ucciso da una ferita al collo. Accanto a lui la slitta carica di doni sembra aspettare qualcuno che la conduca verso i suoi appuntamenti.

In una casa poco lontano Rodolfo Guerri, schizofrenico e sotto psicofarmaci, uccide sua madre e fugge nella campagna innevata, dove affronterà oltre ai suoi demoni, anche cani rabbiosi, paure ataviche e per la prima volta farà l’amore con una donna. Dentro la villa sono riuniti i familiari di Babbo Natale nonché Alberto Benvenuti, noto avvocato e proprietario della casa. Si troveranno a fare i conti con l’isolamento dovuto alla mancanza di elettricità, la notizia che il Guerri è in giro armato e pericoloso, e saranno proprio la loro forzata convivenza, la mancanza di luce e la paura a portare a galla tutta la rabbia, l’invidia e l’impotenza di questo gruppo di persone.

Ma perché scrivere un giallo con Babbo Natale protagonista? La genesi di questo libro è decisamente particolare: «Ero a letto e poco prima di addormentarmi ho avuto questo pensiero: Babbo Natale è morto. Stavolta non ho scelto la mia Fucecchio come ambientazione e ho cercato di fare qualcosa di diverso rispetto al mio primo libro. È un giallo che – con le dovute, infinite proporzioni – si ispira a “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie. Si parte dalla morte di Babbo Natale, poi la narrazione si sviluppa e contempla altri personaggi, che cercano di capire chi è stato ad ucciderlo».

E, almeno stavolta, l’assassino non sarà il maggiordomo. Ma mentre il secondo libro di Ghimenti – raimondino doc – va “in tour” nelle librerie (primo appuntamento alla Blume di Fucecchio il 29 novembre alle 18. 30), Fucecchio-Fucenza tornerà presto ad imperversare nelle pagine vergate col suo inchiostro: Ghimenti, infatti, sta scrivendo il terzo episodio dell’epopea del maresciallo Marta (il secondo uscirà prossimamente) nel quale comparirà la più importante manifestazione cittadina.

«Sì, ci sarà il Palio – conferma – e da contradaiolo è un tema che sento molto. Stavolta non ci sarà nessun omicidio da cui partire e spero che possa essere un ottimo spot per la nostra festa». Tenendo conto del carattere pugnace, polemico e battagliero dei fucecchiesi, la scelta più difficile sarà decidere chi vincerà questo Palio “in giallo”. –

Marco Sabia

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di Redazione web