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Il Tavolo del cibo dà da mangiare a più di mille persone

Tommaso Silvi
Il Tavolo del cibo dà da mangiare a più di mille persone

Vi collaborano dal 2014 il Comune di Pontedera e un gruppo di associazioni. L’assessore Cocilova: «Un esempio concreto di solidarietà»

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PONTEDERA. A Pontedera circa mille persone hanno difficoltà a mettere cibo sulla propria tavola. Esiste dunque un’emergenza alimentare, che ogni giorno viene combattuta da numerose associazioni sul territorio. Uomini e donne che dedicano gratuitamente il loro tempo ad aiutare gli altri, per fare in modo che tutti abbiano qualcosa da mangiare. E le richieste di pacchi alimentari è trasversale. «Non pensiamo che sia un tema che riguarda soltanto gli immigrati. Spesso sono famiglie italiane a rivolgersi alle associazioni per avere pane, pasta e altri generi di prima necessità. Molti si vergognano – spiega l’assessore al sociale di Pontedera, Carla Cocilova – perché magari non avevano mai avuto questo tipo di problema. Chiedere aiuto, per molti, non è un gesto facile. La collaborazione tra il Comune e le realtà associative permette di intercettare i bisogni di chi si trova in un momento di difficoltà e quindi intervenire in tempi rapidi, con discrezione e gentilezza». 

GLI INSOSPETTABILI

La crisi economica, le aziende che chiudono lasciando a casa i lavoratori, la difficoltà a trovare un lavoro sicuro e ben retribuito. Sono tanti i fattori che possono catapultare una famiglia in uno stato di bisogno. Tirare la cinghia, a volte, non basta. C’è chi si ritrova ad aprire la dispensa e non avere cibo a sufficienza per vivere. E di questi casi, a Pontedera, non ce ne sono pochi. «Spesso si rivolgono alle associazioni famiglie insospettabili, che però attraversano un periodo delicato e hanno bisogno di un sostegno alimentare. Noi ci siamo, il Comune di Pontedera non lascia indietro nessuno», puntualizza l’assessore Cocilova. «Il nostro obiettivo è quello di combattere la povertà non solo con il cibo, ma inserendo chi ha difficoltà in percorsi strutturati che permettono di imparare a vivere in autonomia, a costruirsi un futuro».

I CASI “LAMPO”

Sulle circa mille persone che hanno difficoltà ad acquistare cibo, alcune di queste nel 2018 si sono rivolte alle associazioni soltanto per brevissimi periodi. «Capita che in alcune famiglie ci siano momenti particolarmente difficili dal punto di vista economico, e che quindi non siano sufficienti i sacrifici di tutti i giorni. Ecco che allora entrano in campo le associazioni. Qualcuno magari viene aiutato una o due volte. L’importante è che tutti i cittadini sappiano che c’è una seria e solida rete di aiuto», ribadisce Cocilova.

NUMERI E ASSOCIAZIONI

Ma chi coordina le mosse contro l’emergenza cibo in città? Il Tavolo del Cibo. Un soggetto nato nel 2014 da un’attività di confronto tra l’amministrazione comunale e tutte le associazioni caritatevoli della città. A esso vi partecipano la Misericordia (che assiste 262 persone), la San Vincenzo dei Paoli (219) e quella dei Villaggi (102), la Chiesa apostolica Fonte di Vita (157), il Banco Alimentare, il Centro di Aiuto alla Vita (200), la Croce Rossa e la Caritas. Le associazioni condividono con l'amministrazione comunale le proprie anagrafiche, vale a dire gli elenchi degli assistiti. Il coordinamento delle associazioni permette un ottimo successo delle raccolte di cibo nei supermercati cittadini. 

ECCEDENZE RECUPERATE E DESTINATE ALLE MENSE

Grazie a un accordo con Croce Rossa, il Tavolo del Cibo coordina anche la distribuzione locale di eccedenze dei mercati ortofrutticoli: centinaia di cassette di frutta arrivano dai grandi nodi distributivi. Dalle riflessioni del “Tavolo” nasce il progetto di utilizzo dei cibi non utilizzati nelle mense scolastiche e dell’ospedale Lotti. Pasti destinati, anche in questo caso, a persone e famiglie in difficoltà. È inoltre attivo il progetto Agea, alla Casa della solidarietà di via Pacinotti, che prevede la raccolta, stoccaggio e distribuzione, da parte dei volontari della Croce Rossa, di derrate alimentari provenienti dalle scorte d'intervento dell'Unione Europea, attraverso l'organismo erogatore Agea, a favore di nuclei familiari poco abbienti. L'ufficio politiche sociali fornisce alla Croce Rossa un database di utenti individuati tramite la presa in carico da parte del servizio sociale territoriale e delle associazioni di volontariato presenti sul territorio.

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