Gioco
«Milioni di euro bruciati nel gioco» Dati allarmanti resi noti dalla Caritas
Presi in esame i comuni di Ponsacco e San Miniato: nella cittadina del mobile la “febbre” è altissima. Attivi i centri d’ascolto
Milioni di euro bruciati nel gioco. Famiglie sul lastrico, strangolate dai debiti per aver messo nelle mani della fortuna la propria vita. Sono impressionanti i numeri che riguardano le somme investite nel gioco nei primi sei mesi dell’anno nel comune di San Miniato e di Ponsacco, che fanno parte della diocesi di San Miniato. La cifra complessiva investita nelle scommesse (Gratta e Vinci, come ai giochi elettronici, slot, scommesse sportive, Winforlife, Bingo on line e ogni altro gioco su cui si possano puntare soldi) a San Miniato, nei primi sei mesi dell’anno e in rapporto alla popolazione residente, ha superato i 15milioni di euro. La cifra pro capite investita, sempre nello stesso periodo, è di 539 euro circa (in un anno in media i sanminiatesi gettano mille euro a testa).
A Ponsacco le cose non vanno certo meglio. Anzi. La cifra pro capite investita in sei mesi è di circa 760 euro: ancora superiore. Alla fine dell’anno si stima che per abitante saranno giocati circa 1520 euro, per un totale di scommesse che raggiungerà quasi 12 milioni. Sono numeri impressionanti quelli che don Armando Zappolini, direttore della Caritas diocesana di San Miniato, ha deciso di rendere pubblici. La sua è una denuncia forte, perché la ludopatia sta facendo molte vittime. Nella malattia del gioco affondano le radici di alcuni suicidi.
Per aiutare le famiglie alle prese con questo grave e subdolo problema la Caritas promuove una rete di centri di ascolto, per creare occasioni di confronto diretto con chi vive situazioni di povertà e chi è caduto nel vizio del gioco. «Come Caritas abbiamo voluto mettere in evidenza due emergenze: la ricerca di lavoro (spesso ci sono anche richieste di lavoro che restano inevase) e la ludopatia. Il lavoro è il primo passo per cercare di uscire dalla povertà».
L’altra emergenza è il gioco d’azzardo. «Per dare un’idea dell’importanza del problema abbiamo estrapolato i dati dei due comuni più popolosi della nostra diocesi, San Miniato e Ponsacco. Lo Stato italiano mette in bilancio 10 miliardi di utile dal gioco d’azzardo, anche con questo dobbiamo fare i conti. Con la campagna nazionale contro il gioco d’azzardo abbiamo ottenuto l’abolizione della pubblicità e abbiamo ottenuto che le persone malate possano essere prese in cura dai Sert. Ma non è sufficiente: serve una legge Quadro che regolamenti un sistema complesso», ha aggiunto don Zappolini nel corso della conferenza tenuta a Santa Maria a Monte, a conclusione dell’assemblea plenaria delle Caritas parrocchiali.
Per intercettare i bisogni e le richieste di chi è affetto da ludopatia Caritas ha attivato dal luglio scorso, in via informale, quattro centri d’aiuto. Due i fronti, dicevamo. Insieme all’agenzia di lavoro “GiGroup”, sono stati aperti tre sportelli di sostegno e collocamento: a Ponsacco (in via Valdera C) il martedì dalle 10 alle 12 e il venerdì dalle 9 alle 11; a Santa Croce sull’Arno, in via Puccioni 11, il lunedì dalle 9 alle 12; a San Miniato, Scala Arcivescovado 1, il martedì dalle 9 alle 12. «Spesso – è lo stesso don Armando a dircelo – a Messa ci siedono accanto, senza che noi lo sappiamo, padri e madri di famiglia che vivono, in silenzio e compostezza, angosce tremende per non sapere come fare ad assicurare una vita decente ai loro figli: pagargli le spese dentistiche, i libri di scuola o più banalmente un giocattolo per Natale. Sono drammi che ci interpellano e rispetto ai quali le nostre comunità devono svegliarsi».
I centri di ascolto “Mind the gap”con professionisti qualificati, rivolti alle persone e ai loro familiari che sono nel vortice del gioco d’azzardo sono a Santa Croce (sempre Centro Caritas di via Puccioni) il primo lunedì del mese dalle 9 alle 11. 30; oratorio parrocchiale, via Salvo D’acquisto 5 a Fucecchio, aperto il secondo lunedì del mese dalle 9 alle 11; alla Caritas di San Miniato Basso, via Tosco Romagnola, 120, il primo mercoledì del mese dalle 9, 30 alle 11. 30; a Perignano, nella canonica, ogni giovedì dalle 17 alle 19.
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