Il Tirreno

Pontedera

processo per lesioni personali 

Un arbitro picchiato da genitore-dirigente «Non ritiro la querela»

P.B.

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Pontedera. «Non intendo ritirare la querela». L’arbitro che il 3 gennaio 2015 venne picchiato da un dirigente-genitore dell’Asd Stella Azzurra nel campo di calcio “Paolo Bachi” ieri è comparso davanti al giudice Elsa Iadaresta.

Ha ricordato l’episodio spiegando che i giorni di referto furono 5 e ha ribadito la volontà di andare avanti soprattutto per una questione di principio.

Una prognosi, quella stilata dal pronto soccorso all’epoca dell’aggressione, che potrebbe ridimensionare l’entità della pena in caso di condanna.

A processo, accusato di lesioni personali, compare Giuseppe Fazzina, 40 anni, di Pontedera, difeso dall’avvocato Lorenzo Stefani. L’imputato finora non è mai comparso in Tribunale.

Dopo il Daspo di 5 anni e la sospensione da tesserato di una società di calcio per 18 mesi, per il genitore-dirigente un po’ troppo iracondo è arrivato anche il processo per lesioni personali.

L’arbitro, di Cascina, venne colpito al volto dal dirigente-tifoso pronto a scavalcare la recinzione dopo l’espulsione di due giocatori, uno dei quali era il figlio.

Si giocava la partita della categoria Giovanissimi Asd Stella Azzurra-Porta Lucca. L’ira di Fazzina fu accesa dal cartellino rosso sventolato al figlio e all’avversario del Porta a Lucca che dopo un contrasto, si erano spintonati. All'espulsione del figlio il genitore reagì scavalcando la recinzione del campo di gioco per poi colpire sulla bocca il direttore di gara. Prossima udienza a primavera per discussione e sentenza. —

P.B.

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