Il Tirreno

Pontedera

geotermia e polemiche 

«L’impianto a Montecastelli creerebbe dissesti geologici»

Samuele Bartolini

Un esperto islandese mette in guardia dagli effetti della centrale geotermica Il parere in una relazione depositata al ministero per conto del comitato

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CASTELNUOVO VALDICECINA. Quando si reiniettano i fluidi qualche dissesto geologico c’è sempre. Una centrale geotermica a circuito binario chiuso va costruita minimo a due tre chilometri di distanza dal paese. Stavolta parla uno dei massimi esperti di geotermia. È l’islandese Bjarni Palsson.

Vent’anni di lavoro in ambito di progettazione geotermica e petrolifera, fino a tre anni fa manager presso il Dipartimento Geotermico di Landsvikyiun, l’azienda nazionale per l’energia dell’Islanda. Il Comitato Montecastelli Viva gli chiede se la realizzazione della centrale Castelnuovo, a 200 metri dal paese, potrebbe causare problemi a case e abitanti. «Ma la valutazione si può estendere anche alla centrale Qualtra, a 700 metri da Montecastelli», dicono dal comitato.

Ebbene, per l’esperto di geotermia Palsson è altamente sconsigliabile la realizzazione di una centrale geotermica con reiniezione di fluidi vicino a Montecastelli. Palsson parla di un impianto. Quello di Castelnuovo. «Figuriamoci se, sommando la centrale Qualtra, ne fanno due», fa notare il comitato. Ma chi è Palsson? Definirlo un’attivista ambientale sarebbe decisamente fuori luogo. Non solo non rifiuta a priori la realizzazione di un impianto geotermico con reiniezione di fluidi, ma per sgombrare il campo da ogni dubbio scrive: «Personalmente sono un accanito sostenitore delle prove di reiniezione dei gas e sostengo con convinzione questi tentativi, ma penso che questi tentativi dovrebbero essere attentamente pianificati e realizzati in un sito maggiormente isolato, ad una distanza di oltre 800 metri da un paese».

Dunque Palsson è strafavorevole alla realizzazione di centrali sperimentali a circuito binario chiuso, ma quando parla di Montecastelli fissa la distanza minima di sicurezza a due, tre chilometri dal paese. E ancora. Secondo Palsson il dissesto geologico è certo con quel tipo di centrale geotermica. Non è un rischio che si corre.

La relazione dell’esperto islandese fu depositata il 3 novembre 2016 al ministero dell’Ambiente dallo studio legale del professor e avvocato Michele Greco di Orbetello per conto del comitato di Montecastelli in relazione alla centrale Castelnuovo. Ma il comitato insiste: «Vale anche per Qualtra». E poi: «Nessuno ha mai verificato cosa può accadere con le centrali a circuito binario chiuso. Non c’è nessuna esperienza precedente in materia. E noi non abbiamo alcuna intenzione di diventare delle cavie umane». E si sente già il fruscìo delle carte bollate.

Intanto continua a pesare come un macigno il no dal punto di vista paesaggistico della Soprintendenza di Pisa. L’impianto geotermico modificherebbe «in modo permanente e irreversibile la struttura insediativa del borgo di Montecastelli».

Ora tutti gli occhi sono puntati su Firenze. Domani, al palazzone della Regione di piazza dell’Unità italiana, è in programma alle 10 l’ennesima Conferenza dei servizi sulla centrale Qualtra. Si deve decidere sulla fattibilità o meno dell’impianto. La conferenza doveva svolgersi ieri, è stata spostata a domani, ma sono mesi che si trascina tra una richiesta di integrazione e l’altra. Senza mai arrivare a una conclusione. Domani sarà la giornata decisiva? Staremo a vedere. —

Samuele Bartolini

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