Il dolore
«L’impianto a Montecastelli creerebbe dissesti geologici»
Un esperto islandese mette in guardia dagli effetti della centrale geotermica Il parere in una relazione depositata al ministero per conto del comitato
CASTELNUOVO VALDICECINA. Quando si reiniettano i fluidi qualche dissesto geologico c’è sempre. Una centrale geotermica a circuito binario chiuso va costruita minimo a due tre chilometri di distanza dal paese. Stavolta parla uno dei massimi esperti di geotermia. È l’islandese Bjarni Palsson.
Vent’anni di lavoro in ambito di progettazione geotermica e petrolifera, fino a tre anni fa manager presso il Dipartimento Geotermico di Landsvikyiun, l’azienda nazionale per l’energia dell’Islanda. Il Comitato Montecastelli Viva gli chiede se la realizzazione della centrale Castelnuovo, a 200 metri dal paese, potrebbe causare problemi a case e abitanti. «Ma la valutazione si può estendere anche alla centrale Qualtra, a 700 metri da Montecastelli», dicono dal comitato.
Ebbene, per l’esperto di geotermia Palsson è altamente sconsigliabile la realizzazione di una centrale geotermica con reiniezione di fluidi vicino a Montecastelli. Palsson parla di un impianto. Quello di Castelnuovo. «Figuriamoci se, sommando la centrale Qualtra, ne fanno due», fa notare il comitato. Ma chi è Palsson? Definirlo un’attivista ambientale sarebbe decisamente fuori luogo. Non solo non rifiuta a priori la realizzazione di un impianto geotermico con reiniezione di fluidi, ma per sgombrare il campo da ogni dubbio scrive: «Personalmente sono un accanito sostenitore delle prove di reiniezione dei gas e sostengo con convinzione questi tentativi, ma penso che questi tentativi dovrebbero essere attentamente pianificati e realizzati in un sito maggiormente isolato, ad una distanza di oltre 800 metri da un paese».
Dunque Palsson è strafavorevole alla realizzazione di centrali sperimentali a circuito binario chiuso, ma quando parla di Montecastelli fissa la distanza minima di sicurezza a due, tre chilometri dal paese. E ancora. Secondo Palsson il dissesto geologico è certo con quel tipo di centrale geotermica. Non è un rischio che si corre.
La relazione dell’esperto islandese fu depositata il 3 novembre 2016 al ministero dell’Ambiente dallo studio legale del professor e avvocato Michele Greco di Orbetello per conto del comitato di Montecastelli in relazione alla centrale Castelnuovo. Ma il comitato insiste: «Vale anche per Qualtra». E poi: «Nessuno ha mai verificato cosa può accadere con le centrali a circuito binario chiuso. Non c’è nessuna esperienza precedente in materia. E noi non abbiamo alcuna intenzione di diventare delle cavie umane». E si sente già il fruscìo delle carte bollate.
Intanto continua a pesare come un macigno il no dal punto di vista paesaggistico della Soprintendenza di Pisa. L’impianto geotermico modificherebbe «in modo permanente e irreversibile la struttura insediativa del borgo di Montecastelli».
Ora tutti gli occhi sono puntati su Firenze. Domani, al palazzone della Regione di piazza dell’Unità italiana, è in programma alle 10 l’ennesima Conferenza dei servizi sulla centrale Qualtra. Si deve decidere sulla fattibilità o meno dell’impianto. La conferenza doveva svolgersi ieri, è stata spostata a domani, ma sono mesi che si trascina tra una richiesta di integrazione e l’altra. Senza mai arrivare a una conclusione. Domani sarà la giornata decisiva? Staremo a vedere. —
Samuele Bartolini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google