Il Tirreno

Pontedera

I lavoratori in appalto Geofor in sciopero per il contratto

Paolo Falconi
I lavoratori in appalto Geofor in sciopero per il contratto

«Troppa la differenza tra noi precari e i colleghi a tempo indeterminato  anche se svolgiamo le stesse mansioni». I sindacati minacciano altre proteste

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pontedera. Che “qualcosa” non va alla Geofor i cittadini se ne sono accorti ieri con la mancata raccolta porta a porta dell’indifferenziata. Sacchi di rifiuti davanti all’uscio di casa a Pontedera, nelle frazioni, in tutta la provincia.

Tutto questo perché i lavoratori dell’igiene ambientale di Avr, Geeco e Ati, in appalto Geofor, sono scesi in sciopero «contro l’illegittima applicazione del contratto nazionale nelle loro realtà lavorative e contro gli annosi problemi economici e in materia di igiene e di sicurezza sul lavoro». Un’agitazione durata per tutta la giornata, iniziata poco dopo le 9 davanti all’entrata della Geofor a Lavaiano per la zona di Pontedera sotto una pioggia battente, che è poi continuata alle 16 a Pisa davanti al municipio. E che proseguirà a breve se non sarà raggiunta alcuna intesa tra le parti.

Il sindacato Usb, con Cinzia Della Porta, promette «attenzione ai tanti problemi non soltanto economici dei lavoratori e battaglia affinché gli stessi trovino una soluzione a breve».

«Sono ormai tre anni che attendiamo risposte valide e convincenti – prosegue la responsabile provinciale di Usb, attorniata da quelli delle Rsu – ma al momento non si riesce a intravedere alcuna via di uscita». Così, dopo l’agitazione di ieri sono promesse altre due giornate di sciopero se entro 10 giorni non si arriverà a un’intesa.

«Da Fortini (confermato dall’estate presidente di Geofor, ndr) attendiamo una risposta positiva ma anche dai sindacati confederali – commenta irritata Della Porta – ci aspettiamo un diverso atteggiamento verso queste nostre lotte che riteniamo più che giuste. Insomma stesso lavoro, uguale salario».

Infatti ieri mattina erano oltre 150 a far parte del presidio davanti a Geofor e altrettanti si sono spostati a Pisa nel pomeriggio per fermare quell’intesa “capestro” che metterebbe a disposizione dei lavoratori precari «due milioni complessivi in meno rispetto a quanto preventivato due anni fa», per fare una sintesi del problema.

Alla lotta si è unito anche Potere al popolo con il presidio di fronte al Comune di Pisa per unire il problema dei lavoratori Avr, Geeco e Ati con quei 50 lavoratori della Piaggio «espulsi dall’azienda dopo anni di lavoro precario nonostante un accordo sindacale che ne garantiva l’assorbimento in pianta stabile». Tutto questo con l’obiettivo «della costruzione di un fronte unico da allargare ad altre vertenze».

Toni Masino della Rsu di Avr mette in risalto anche «il peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro, specialmente nella raccolta porta a porta, l’aumento degli infortuni» e persino «il peggioramento del sistema di trattamento dei rifiuti». Aspetti di cui i contribuenti, i cittadini, si accorgono con l’aumento delle tariffe. —

Paolo Falconi

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