La protesta
Il piano per il mercato è sbagliato: ora viene ritirato e sarà da rifare
Confcommercio attacca l’assessora Favale:«Deve lasciare» Attesa già per oggi la correzione per andare avanti con l’iter
CASCINA. «Rilanciare il mercato settimanale del lunedì a Navacchio, che ad oggi conta oltre cento operatori attivi. È questo l’obiettivo della nuova organizzazione, proposta dal Comune e approvata dalle associazioni di categoria».
La dichiarazione è dell’assessora alle attività produttive Patrizia Favale e risale allo scorso dicembre. Mentre le associazioni di categoria e i commercianti erano impegnati a chiedere la valorizzazione del mercato, la soluzione per una nuova dislocazione non è stata trovata. Anzi, oggi si scopre che nel piano c’è un banco alimentare in più (8 invece di 7). E via Brodolini resterebbe libera dai banchi. Gli uffici hanno annullato il piano in quanto contiene un errore che verrà corretto e forse già questa mattina in sede di conferenza dei capigruppo sarà presentata la tavola corretta. Così spiegano dal Comune.
Confcommercio, però, non le manda a dire all’assessore Favale. Neppure decine di passaggi dalla commissione consiliare che si occupa del commercio e nemmeno il cronoprogramma per arrivare all’assegnazione dei posti al mercato saranno rispettati. «È tutto sbagliato, è tutto da rifare», il celebre motto di Gino Bartali è perfetto per descrivere la situazione del mercato di Navacchio. Infatti, il sondaggio voluto dall’assessora Favale e sottoposto la settimana scorsa agli operatori è stato annullato dagli uffici comunali perché la cartina presentata era errata. «Siamo davvero al ridicolo – attaccano Franco Palermo e Alessio Giovarruscio, rispettivamente presidente della Fiva ConfcommercioPisa e coordinatore sindacale, rivolgendosi all’assessora –. Improvvisazione e inefficienza, non sappiamo trovare di meglio per descrivere il lavoro di un’amministratrice che continua a combinarne una dopo l’altra. Che il sondaggio sia stato annullato è una buona notizia, perché è stato concepito solo come una clava per penalizzare operatori onesti e perbene». Con la scusa di restituire democraticamente la parola agli ambulanti, secondo Confcommercio, l’assessora «non è neppure capace di sottoporre ai commercianti un’adeguata fotografia corrispondente alla realtà del mercato». «Siamo al paradosso e anche all’utilizzo poco congruo di risorse pubbliche – continuano Palermo e Giovarruscio –. Basta solo considerare il tempo e l’impegno che gli uffici competenti e il personale si sono dovuti sobbarcare in questo anno per arrivare alla conclusione di un assoluto nulla di fatto. In qualunque altra azienda privata del mondo il responsabile di tutto questo sarebbe già a casa da tempo, per questo pensiamo che l’assessora Favale debba dimettersi». —
S.C.
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