Il Tirreno

Pontedera

rifiuti, la classifica dei “ricicloni” 

Più controlli anti-abbandoni su utenze e residenze

Marco Sabia

Fucecchio al top nel Valdarno per la raccolta differenziata (86%) L’assessora: «Ma possiamo  migliorare con azioni di contrasto e segnalazioni dei cittadini»

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FUCECCHIO. Il distretto del cuoio si conferma terra dove la cultura della differenziata dà ottimi risultati: Fucecchio, Castelfranco, San Miniato, Santa Croce e Montopoli hanno avuto – nel 2018 – percentuali di raccolta differenziata urbana oltre il 70%. Fucecchio, addirittura, si attesta all’86%, mentre il risultato più basso (ma comunque ottimo rispetto alla media regionale del 56%) ce l’hanno i “cugini” di Santa Croce, col 72,38%. A diffondere i dati relativi all’anno passato è stata l’Arrr (Agenzia Regionale Recupero Risorse).

Ma entriamo nel dettaglio: a Fucecchio ogni abitante produce 433 chili di rifiuti (differenziati e non); delle 9.990 tonnellate di rifiuti, ne sono state destinate alla differenziata 8.624, quindi l’86,33%. Un dato simile agli altri Comuni dell’Empolese Valdelsa - dove la raccolta è gestita da Alia - e più alto invece dei comuni del Cuoio, dove la differenziata porta a porta è arrivata più tardi. San Miniato, a sua volta, è al 77,21% di differenziata: delle 14.580 tonnellate di rifiuti, 11.243 sono state differenziata per tipologia (organico, multimateriale, carta ecc…). I chili di spazzatura a testa, invece, sono 521. Da San Miniato a Castelfranco: 76,07% di differenziata, quindi 5.180 tonnellate differenziate su 6.810 (e 507 chili a persona di rifiuti). Al quarto posto Montopoli, che si attesta al 73,06%: delle 4.968 tonnellate prodotte, 3.630 non finiranno in discarica (mentre ogni abitante ne produce 466 chili). Infine Santa Croce: 7.349 tonnellate di raccolta urbana, di cui 5.319 differenziate (e 504 chili pro capite). Come detto la media regionale è del 56%, mentre l’obiettivo è quello – da anni – di toccare quota 65%. La raccolta differenziata, infatti, rappresenta il primo passo per il riciclo, quindi quanto sarà più alta, tanto più i cittadini contribuiranno, con i loro comportamenti quotidiani, alla realizzazione e implementazione del modello economico circolare.

Ma come si spiega il dato di quasi 10 punti percentuali in più di Fucecchio? «Il merito - spiega l’assessora all’ambiente Valentina Russoniello - è soprattutto degli utenti (cittadini, imprese ed esercenti) che in questi anni hanno sviluppato una sensibilità verso il tema ambientale, comprendendo quindi l'importanza della raccolta differenziata». C’è, però, ancora da fare: «Migliorare si può, sempre, in questo caso sia con una maggiore attenzione nelle prevenzione e segnalazione degli abbandoni da parte degli utenti sia con azioni di contrasto da parte dell'amministrazione con controlli incrociati su residenze ed utenze attive. Ricordo infatti che ogni abbandono oltre a un danno ambientale è un costo per i cittadini». Sia Alia che il Comune fanno già dei controlli incrociati per capire se chi risiede in un determinato immobile ha l’utenza attiva sia per capire se paga la Tari sia per capire se smaltisce in un modo non appropriato i rifiuti (capita infatti di vedere persone lasciare i sacchi di indifferenziata nei cassonetti che si trovano in piazze e luoghi pubblici). —

Marco Sabia

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