Gioco
Boom degli etruschi in Corea: in vista altre mostre in Asia
Grande successo dei reperti del museo Guarnacci a Seul contatti per nuovi prestiti per puntare al turismo orientale
VOLTERRA. Archeologia etrusca d’esportazione per ritorni economici nel lungo periodo. È “l’eredità” della mostra sugli etruschi a Seul, in Corea del Sud, che si è chiusa pochi giorni fa. I reperti inviati dal museo Guarnacci di Volterra sono imballati e pronti per il ritorno “a casa”, previsto per la prossima settimana, sotto l’occhio vigile della funzionaria della Soprintendenza, Elena Sorge. Un “prestito” che ha riscosso «un grandissimo successo», come ha spiegato il direttore del Guarnacci, Fabrizio Burchianti. E che potrebbe aver aperto le porte dell’Oriente a Volterra.
Già, perché i reperti del Guarnacci sono finiti sotto la lente di responsabili di musei di «Paesi orientali importanti» che si sono dimostrati «molto interessati», lasciando intravedere anche «ulteriori sviluppi». Burchianti si limita a dire queste poche parole su progetti di collaborazione tra il centro espositivo da lui diretto a Volterra e gli organizzatori di eventi di grandissimo livello in Asia.
«È prematuro fare nomi o indicare operazioni precise – dice Burchianti – ma è un fatto che i nostri reperti abbiano ottenuto un grande successo e che ci siano le condizioni per ripetere l’esperienza in altre zone asiatiche».
Il turismo coreano è in crescita e sempre più attento alla cultura. In altri Paesi, tipo Cina e Giappone, chi viaggia lo fa generalmente nei grandi centri. Ma Volterra aspira a entrare in quei circuiti internazionali. E l’archeologia di esportazione potrebbe diventare un volano davvero interessante.
«Aver prestato quelle opere per la mostra a Seul – aggiunge Fabrizio Burchianti – ha inciso poco sull’economia del nostro museo. Ma in termini di ritorno potrebbe avere uno sviluppo davvero notevole. È chiaro che, una volta seminato il terreno, poi c’è bisogno di un lavoro che coinvolga tutti gli enti, a cominciare dal ministero. Però è importante aver partecipato a questo evento e aver riscosso successo in un contesto così grande».
Scenari futuri, difficilmente ipotizzabili. Ma che lasciano intravedere le grandi potenzialità di una città conosciuta e apprezzata da un turismo di qualità. E che, con operazioni simili a quella coreana, punta ad diventare sempre più meta di nicchia, ma dodici mesi all’anno. —
A.Q.
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