Sicurezza
Il cda: «Dialogo con Legacoop La priorità è salvare i posti»
SAN MINIATO. «Siamo all'inizio di un percorso». Non entrano nei dettagli i membri del Cda de “La Risorta” confermando le voci che avevano cominciato a rincorrersi dalla scorsa settimana, ma una parola la usano: «Risanamento». La voce circa una situazione non facile si era fatta più insistente dopo che i dirigenti della storica cooperativa di consumo ponteaegolese si erano incontrati ad un tavolo insieme ad esponenti dell'amministrazione comunale e di LegaCoop. Al centro del dibattere l'indebitamento dovuto all'operazione che aveva portato, appena due anni fa, alla costruzione della nuovissima sede del supermercato a ridosso del vecchio punto vendita.
Un recupero urbanistico della vecchia conceria Ciampalini che aveva visto la Coop investire ben 6,8 milioni di euro. «Tra gli obiettivi della prossima fase operativa del Consiglio è prioritaria la salvaguardia dei posti di lavoro – si legge nella nota del Cda. – Per noi e per molti soci, la nuova struttura sta sempre più diventando 'la grande bottega vicino casa', mostrando quello che è lo spirito della nuova Coop La Risorta: offrire un habitat confortevole con servizi per i cittadini di Ponte a Egola. Certamente la costruzione della nuova Coop ha comportato uno sbilancio finanziario sottolineato dall'articolo e che il lineare aumento delle vendite, non è ancora sufficiente a coprire nell'immediato futuro le rate dei mutui. Occorre però anche valutare e sottolineare che una parte dell'investimento ha prodotto da subito il risanamento di una vasta area centrale ex-sito industriale inquinato, abbandonato e degradato del nostro paese».
Il risultato sarebbe l'inizio di una trattativa, che potrebbe portare il piccolo punto vendita, vanto da sempre della comunità pontaegolese, A diventare un punto vendita Coop. «Sul percorso di risanamento – chiariscono ancora dal CdA – LegaCoop si è resa disponibile ad attivare l'inizio di un percorso, tutto da verificare, per constatare la valenza e la portata di un intervento e l'idoneità o meno di strumenti finanziari di sistema o da parte di altre cooperative». Il Cda confida, inoltre «nell'impegno e nella professionalità che i lavoratori continueranno a dare per rendere il negozio adeguato alle aspettative dei soci e dei clienti per riuscire ancora a implementare le strategie commerciali del punto vendita». —
Nilo Di Modica
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