Sicurezza
È scontro tra Comune e Agenzia delle entrate per la chiesa da... 1 euro
Contestata una rendita troppo bassa: l’ente fa ricorso ma la lite potrebbe arrivare in commissione tributaria
FUCECCHIO. Il Comune (cioè il proprietario) ritiene che la rendita catastale sia un euro, l’Agenzia delle Entrate fa una verifica e ipotizza un valore più alto: finisce che l’ente di piazza Amendola farà ricorso, affidandosi ad un tecnico specializzato.
Ma perché? Il riferimento è alla chiesa della Vergine, che fa parte del complesso dei frati francescani ma che è di proprietà comunale. L’ente lo scorso anno ha comunicato all’Agenzia – tramite una procedura specifica – che la rendita catastale dell’immobile è un euro, cioè quello che si attribuisce ai luoghi di culto, che non producono (in teoria) reddito. L’Agenzia delle Entrate, però, ha valutato la rendita della chiesa più alto. Da qui si è creato lo “scontro” fra ente e Agenzia, visto che l’amministrazione comunale di Fucecchio ha affidato allo stesso professionista che aveva presentato l’accatastamento di un euro all’Agenzia il compito di avviare le pratiche per fare reclamo/ricorso contro l’avviso di accertamento che è arrivato nel municipio di Piazza Amendola a fine luglio.
Sarà un geometra a procedere alla redazione e all’invio del ricorso/reclamo contro l’avviso di accertamento, per la rideterminazione della rendita catastale dell’immobile in oggetto (cioè la chiesa). L’amministrazione ha stanziato la cifra di 317 euro per fare questa pratica da inviare all’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Firenze. Non è da escludersi, comunque, che se non si trova un accordo, l’ente non si costituisca in giudizio presso la commissione tributaria provinciale. Le tempistiche prevedono 90 giorni per vedere o meno accettato il reclamo, che porta alla fase di mediazione. Passata quella e non trovato un accordo ce ne sono ulteriori 30 per costituirsi in giudizio rivolgendosi alla commissione tributaria provinciale.
Una diversa rendita catastale influisce sui parametri come affitti o altro, ma può in teoria costare un aumento delle imposte da pagare. Senza dimenticare l’annosa questione della tassazione dei luoghi di culto, che tanto ha fatto discutere. Il complesso della Vergine, poi, fa storia a sé, visto che è diviso fra Comune e frati, rappresentando comunque un pezzo della storia di Fucecchio. La chiesa è stata anche recentemente oggetto di un’importante ristrutturazione grazie ai soldi dell’Art Bonus arrivati da mecenati fucecchiesi. Certo fa un po’ sorridere questa burocrazia che genera altra burocrazia e che alla fine comporta dispendio di soldi pubblici, visto che l’amministrazione comunale ha dovuto far riferimento ad un professionista, che deve essere pagato. Uffici pubblici che lavorano per scambiarsi documenti per la rendita catastale di una chiesa: non se ne poteva fare a meno? —
Marco Sabia
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