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Veleni in delibera, è di nuovo guerra per i turni festivi dei vigili urbani

Sabrina Chiellini
Veleni in delibera, è di nuovo guerra per i turni festivi dei vigili urbani

Non c’è pace per la polizia municipale: anche su una sentenza del Tribunale è scontro tra comandante e vertici del Comune

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CASCINA. I veleni tracimano da una determina del responsabile della polizia municipale che in un atto pubblico si rende autore di affermazioni forti contro la segretaria comunale e contro lo stesso sindaco reggente Dario Rollo. Toni e contenuti che raccontano di uno scontro ai vertici del Comune. La tensione è fortissima e riguarda anche le varie competenze della polizia municipale. Era già successo quando la Municipale aveva denunciato il segretario comunale per la vicenda dei distributori lungo via Sauro. Questa volta lo scontro avviene sul turno di lavoro, su sei giorni, dei vigili. E con la richiesta da parte degli uffici di dare attuazione ad una sentenza del tribunale ormai passata in giudicato (i vigili non si sono opposti in appello) e che deve essere eseguita. Così il comandante, Paolo Migliorini, ha dovuto modificare una sua precedente determina del 24 ottobre. Glielo hanno chiesto sia la dottoressa Rosa Priore, nell’esercizio delle sue funzioni, che il sindaco reggente, Dario Rollo, nel tentativo di mettere un punto fermo all’eterno contenzioso. Alla fine, il comandante ha dovuto, obtorto collo, riorganizzare il lavoro nei festivi infrasettimanali. Ma cosa è successo? La sentenza con cui il giudice del lavoro di Pisa ha respinto le richieste della Municipale non è stata indolore. Il giudice ha dato ragione al Comune. I vigili chiedevano più soldi, una indennità per i festivi infrasettimanali e il riposo compensativo. Il Comune, ora forte anche della sentenza, invece paga ai vigili la retribuzione maggiorata.

Con la determina 1108 del 28 ottobre 2019 - quella che ha suscitato un vespaio - il comandante della Municipale ha modificato l’orario di servizio e corretto la prima determina del 24 ottobre in cui aveva trovato una via di fuga dalla sentenza. Il segretario generale Rosa Priore ritenendo che la determina contrastasse con il ragionamento seguito dal giudice ha chiesto a Migliorini di modificare i turni. Il comandante dimostra di non avere gradito... Nell’atto a sua firma spiega che, a suo avviso, doveva essere trovato un accordo tra datore di lavoro e dipendenti, come presupposto per la possibilità di svolgere attività lavorativa nelle festività infrasettimanali. E che il lavoratore ha il diritto di astenersi dal lavoro per le feste durante la settimana e quelle celebrative di ricorrenze. Siamo al muro contro muro. Migliorini ravvisa che le richieste del Comune costituiscano un aggravio di spesa e quindi un danno all’erario. Poi attacca la segretaria: «Priore, superando la nota incompatibilità, sin qui dichiarata a più riprese in atti nei confronti del comandante ha intimato – così scrive Migliorini – di annullare la determina». Il comandante poi sostiene di essere stato “minacciato” che in caso contrario sarebbe seguito un procedimento disciplinare. Alla fine, Migliorini, pur «continuando a considerare illegittimi» gli ordini impartiti dalla dottoressa Priore e dal sindaco reggente Rollo, ha eseguito. I vigili sono in turno dalle 7.30 alle 13.30 e dalle 13.30 alle 19.30. Per mercati e fiere l’orario è dalle 7 alle 13. Il turno si svolge su sei giorni alla settimana con il giorno di riposo fissato per la giornata di domenica, salvo diverse esigenze di servizio. In precedenza il comandante, per quanto riguarda i festivi durante la settimana, per particolari esigenze di servizio, prevedeva la presenza di un’adeguata aliquota di personale «da retribuire secondo quanto previsto dal contratto di lavoro». In realtà è proprio su come applicare il contratto che nasce la diatriba. Ed è la prima volta che un comandante, per difendere le ragioni dei suoi uomini, contesta una direttiva data dal sindaco dicendo che è illegittima.

Si è creata una situazione singolare: l’organo di polizia incaricato di fare osservare la legge nel territorio comunale è in contrasto con l’amministrazione a cui ora però un giudice ha dato ragione. —

Sabrina Chiellini

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