Il Tirreno

Pontedera

dramma occupazione 

In 40 senza lavoro col fallimento della Pasquinucci

A.Q.

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Non c’è solo la fine della storia di un marchio glorioso di Pontedera nel fallimento della ditta Arturo Pasquinucci, che ha creato un piccolo impero nella ceramica di qualità in Italia. C’è anche il dramma di quaranta dipendenti che, in pochissimo tempo si sono ritrovati senza un posto di lavoro e alle prese con una procedura in tribunale per accedere quanto prima alla disoccupazione e rientrare nel gruppo di creditori nella speranza di ottenere le proprie spettanze. Commesse, molte di queste con decenni di “fedeltà” all’azienda, ma anche addetti al magazzino e all’amministrazione. Tutti senza lavoro, ma non ancora licenziati.

«Al momento siamo sospesi – dicono alcuni di loro – e il problema è che in questa condizione non possiamo ottenere il sussidio di disoccupazione. Siamo in contatto con il personale del tribunale di Pisa per accelerare le pratiche che ci permetteranno di entrare nel gruppo dei creditori. Ma in questa fase stiamo vivendo una situazione surreale».

Quaranta dipendenti dislocati tra la sede di Fornacette e undici negozi in Toscana e alcuni anche fuori regione. «A poche settimane dalla dichiarazione di fallimento ascoltavamo le parole dei vertici dell’azienda pensando che ci potesse essere una via d’uscita – spiegano ancora i lavoratori e le lavoratrici – Credevamo davvero che ci fosse la volontà di salvare la ditta o di venderla. Invece, il 16 ottobre siamo stati informati via mail o via telefono che si andava verso la chiusura». Cosa che è avvenuta pochi giorni dopo con i sigilli alla sede di Fornacette e un’altra comunicazione in cui ci informavano che i negozi sarebbero stati chiusi in giornata».

Una beffa, secondo i dipendenti, che ora aspettano sviluppi positivi dopo aver subito la perdita del posto di lavoro arrivata al termine di un percorso difficile, in cui un anno e mezzo fa era stato cambiato loro il tipo di contratto, passando attraverso altre difficoltà che denotavano una situazione di crisi. «Ma la crisi economica c’entra fino a un certo punto – aggiungono – perché la stragrande maggioranza dei negozi andava bene. Almeno fino a pochi mesi fa». —

A.Q.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa