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Piaggio, primi 9 mesi da urlo e Vespa traina il trend positivo

Piaggio, primi 9 mesi da urlo e Vespa traina il trend positivo

Resi noti i numeri del periodo gennaio-settembre: in crescita fatturato, ricavi e utile netto. Diminuisce l’indebitamento e aumentano gli investimenti (+26,7%)

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PONTEDERA. Sono ancora molto positivi i numeri del Gruppo Piaggio. Nella relazione dei primi nove mesi dell’anno resa nota ieri si registrano ricavi per 1.200,5 milioni di euro, in crescita del 9,8% rispetto allo stesso periodo del 2018, con un margine lordo industriale pari a 363,7 milioni di euro, in progresso dell’8,8%. Sul fronte commerciale, l’azienda che racchiude Piaggio, Aprilia e Moto Guzzi ha venduto da gennaio a settembre 321.900 veicoli a due ruote (+3,1% rispetto al 2018) per un fatturato di 854,1 milioni di euro, in crescita del 10,6%.

In questo contesto, il segmento scooter ha segnato un andamento molto positivo con una crescita del fatturato di oltre il 9%, con Vespa, Piaggio Mp3 e Liberty a fare la parte del leone insieme agli scooter Aprilia. Da sottolineare anche il buonissimo andamento (+23%) per le vendite di Moto Guzzi V85TT e delle supersportive della famiglia Aprilia RSV4 tra le moto.

Guardando l’aspetto complessivo delle vendite, a livello geografico la crescita è stata trainata dall’ottimo andamento delle due ruote nell’area Asia Pacific (+18,7% volumi, +27,5% fatturato) e da quelle in Europa, Medio Oriente e Africa (Emea) e nel continente americano (+2,5% volumi, +8% fatturato).

Nel settore dei veicoli commerciali, Piaggio ha venduto nel periodo 157.400 unità, in linea con l’anno precedente, registrando un fatturato di 346,4 milioni di euro, in crescita del 7, 8%.

Una situazione che sta proseguendo dall’inizio dell’anno con il Gruppo Piaggio che a ogni scadenza finanziaria comunica numeri positivi. Come l’indicatore di redditività del margine operativo lordo (Ebitda) dei primi nove mesi del 2019 che è cresciuto del 13,8% attestandosi a 188,8 milioni, con una marginalità sui ricavi del 15,7%, il miglior risultato mai registrato nel periodo dalla quotazione in Borsa. Oppure la crescita a doppia cifra, +17 2%, l’Ebit (il risultato ante oneri finanziari) che tocca i 99,5 milioni, 8,3% in rapporto al fatturato.

Da qui l’utile netto di 46 milioni di euro, in crescita del 26,7% rispetto al 30 settembre 2018 e il trend positivo degli investimenti che nel periodo di riferimento ammontano a 91,6 milioni di euro, in crescita del 26,7% rispetto allo stesso periodo del 2018.

E poi un altro dato che la dice lunga sull’andamento del Gruppo presieduto da Roberto Colaninno e che rappresenta la fabbrica più importante di Pontedera: l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2019 risulta pari a 366,5 milioni di euro, in miglioramento di 38,6 milioni di euro rispetto al 30 settembre 2019 e di 62,7 milioni rispetto al 31 dicembre 2018. —

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