Il Tirreno

Pontedera

OLTRE IL RICORDO

Ora “Mauro Vive” nella canzone di Luca: «Il tuo altruismo ha salvato dieci vite»

Marco Sabia
Luca Ricci mentre canta “Mauro Vive” con alle spalle la foto di Cordeschi
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Luca Ricci mentre canta “Mauro Vive” con alle spalle la foto di Cordeschi

Il ventiseienne di Santa Croce ha esaudito il desiderio dei familiari  del giovane morto il giorno del suo compleanno in un incidente stradale. La storia di Cordeschi anche in un libro, Mattarella: "Lezione di vita"  

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SANTA CROCE. «Una persona muore veramente quando non se ne parla più, quando il suo ricordo svanisce. Ma il ricordo di Mauro non scomparirà mai, lui sarà sempre con noi». Giovanna Carboni è una madre coraggio, che due anni fa ha dovuto subire il più duro colpo che un genitore può incassare: la morte del figlio, peraltro nel giorno del suo 28° compleanno. Mauro Cordeschi, infatti, non è più tra noi. Ma vive nei ricordi dei suoi amici, di sua madre, di sua sorella e della sua piccola bambina.

“Mauro Vive”, come non si è più stancata di ripetere sua madre Giovanna, che da quel giorno è diventata un’altra persona, un moto perpetuo per il suo Mauro. Che “vive” e che da pochi giorni lo fa anche in una canzone. E qui entra in scena l’altro protagonista di questa vicenda: Luca Ricci, santacrocese 26enne che lavora in una conceria a Castelfranco e che ama – da quando ha 9 anni – scrivere canzoni. Luca è il fidanzato di Simona, la sorella minore di Mauro. Piccolo particolare: Luca e Mauro non si sono mai incontrati, perché Luca e Simona si sono conosciuti 7 mesi dopo il tragico incidente che a Dreoli di Fucecchio costò la vita a Mauro (e comportò il ferimento grave di due suoi amici).

Eppure Luca ha accettato l’invito di Giovanna (e di Simona) di scrivere una canzone per Mauro, che nel testo ripercorre il rapporto simbiotico di Giovanna con suo figlio. Non poteva che intitolarsi “Mauro Vive” e così è stato. Luca l’ha cantata per la prima volta domenica, quando Giovanna, Simona, gli amici e i parenti di Mauro hanno festeggiato il suo 30° compleanno, il secondo da quando non è più fra noi. Festeggiare il compleanno di una persona che non c’è più è sicuramente singolare, ma Giovanna non vuole per nessuno motivo che Mauro e il suo ricordo li abbandoni. Luca tra l’altro è la più viva dimostrazione che “Mauro Vive”, perché senza conoscerlo è riuscito a scrivere una canzone che domenica ha fatto commuovere tutti.

«Il tuo altruismo ed i tuoi occhi verdi, hanno salvato vite e forse anche me», recita la canzone che qui ripercorre la scelta di donare gli organi di Mauro, un gesto di altruismo che complessivamente ha salvato dieci persone (alcune delle quali Giovanna è riuscita a conoscerle). Ma la canzone è una dichiarazione d’amore che solo una madre sarebbe in grado di fare e che Luca ha tradotto in musica. Non è stato facile, perché il compito era dei più delicati: «Io non ho conosciuto Mauro di persona – racconta Ricci – però l’ho conosciuto attraverso le parole di Giovanna. Ho imparato ad apprezzare i suoi racconti, a ricordare i tanti episodi che giornalmente Giovanna ripercorre. Giovanna più ne parla e più sta bene, questa è stata la sua reazione per convivere con un dolore come questo. Giovanna che ogni mattina prende il caffè guardando la foto di Mauro, Giovanna che ha l’abitudine di andare a fumare una sigaretta laddove Mauro se ne è andato, come per replicare un gesto fatto insieme mille volte. E’ stato bello poter esaudire questo desiderio».

Poi viene Giovanna, una donna la cui vitalità andrebbe venduta in farmacia: «Se il ricordo di Mauro non ci sta lasciando, è solo merito suo, perché è lui che mi spinge ad andare avanti. Le persone rimangono con noi se noi ne coltiviamo la memoria, se ogni giorno ne parliamo. Se smettiamo di parlarne, invece, muoiono. Ma io non mi fermo e non mi fermerò. A Luca devo dire grazie perché ci ha veramente commosso, ci ha fatto un regalo fantastico».

Luca che ha diritto ad una nota di merito, perché il suo gesto non è da tutti: avrebbe potuto dire che non se la sentiva, perché non aveva conosciuto Mauro. E, invece, vivendo quella famiglia ogni giorno racconto dopo racconto ha capito chi era Mauro e ha potuto esaudire il desiderio di Giovanna.

La canzone verrà registrata in Siae e i proventi verranno utilizzati per dei progetti benefici in memoria di Mauro. E visto che si parla di musica, basterebbe una frase di Ligabue per descrivere questa storia. Una frase che fa: «L’amore conta, conosci un altro modo per fregar la morte?». —

IL TESTO DI "MAURO VIVE"

 «Ho tappezzato la mia casa di ricordi, quante foto che mi parlano di te. Quanto è bello averti davanti, la mattina mentre prendo il caffè. Qualcuno ha detto che non si vive di ricordi, ma di emozioni vissute insieme a te. Per questo porterò il tuo nome in alto, per farti conoscere». «Nessuno mi può togliere la sigaretta che vengo a fumare, lì dove sei andato via.

Nessuno mi può togliere la voglia di lottare, per tenere vivo il tuo ricordo ancora perché Mauro Vive dentro di noi perché Mauro Vive dentro di noi. Adesso passo le giornate a pensarti, Faccio le cose che facevo insieme a te. Il tuo altruismo ed i tuoi occhi verdi, hanno salvato vite e forse anche me.

Qualcuno ha detto che non si vive di ricordi, ma di emozioni vissute insieme a te. Per questo porterò il tuo nome in alto, per farti conoscere. Nessuno mi può togliere la sigaretta che vengo a fumare lì dove sei andato via. Nessuno mi può togliere la voglia di lottare per tenere vivo il tuo ricordo ancora perché Mauro Vive dentro di noi perché Mauro Vive dentro di noi e finché Mauro Vive dentro di noi lui sarà con noi. E finché Mauro Vive dentro di noi. Lui sarà con noi».

IL DOLORE DI SEI MADRI IN UN LIBRO

La storia di Giovanna – e di tante madri coraggio che hanno perso i loro figli – è entrata a far parte di un libro scritto dalla giornalista Gaia Simonetti, dal titolo “Lettere senza Confini”. Un libro che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha esitato a definire «una lezione di vita». Nel libro, le testimonianze di sei madri che non si conoscevano, accomunate da un dolore senza fine come la perdita di figli, scomparsi in incidenti stradali, nel terremoto di Amatrice, vittime di femminicidio o mai nati. Dalla condivisione del dolore è nato il libro, che ha teso la mano a mamme di Firenze, di Mantova, Roma ed altre città e che è stato presentato anche nel corso di incontri con gli studenti delle scuole fiorentine. Lezioni che regalano Giovanna (di Fucecchio), Barbara, Paola e Stefania di Firenze, Laura (di Mantova) e Stefania (di Rieti), scrivendo quanto il ricordo e ciò che si costruisce per loro, sia di supporto per un nuovo cammino. Parte dei proventi derivati dalla vendita hanno generato due borse di studio per studenti di Amatrice. Ogni anno una borsa di studio sarà dedicata ad uno dei figli destinatari delle lettere delle madri. Il prossimo anno, tra l’altro, toccherà proprio a Mauro essere ricordato con una borsa di studio in sua memoria. A Mauro, inoltre, è stata dedicata la panchina del campino di Stabbia dove era solito ritrovarsi con gli amici prima di andare a fare un giro. E il desiderio della famiglia è che gli possa essere intitolato tutto il piccolo complesso sportivo della frazione.

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di Redazione web