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Il governo conferma gli incentivi alla geotermia Il comitato: «Fate presto»

Nella risposta all’interrogazione al Mise, la sottosegretaria Todde annuncia l’inserimento nel Fer 2 La replica: «No allo slittamento a dopo le elezioni regionali»

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POMARANCE. «Una presa di posizione chiara da parte del governo che conferma l’intenzione di inserire nel Fer2 incentivi a sostegno della geotermia anche per gli impianti oggi esistenti». Con queste parole Susanna Cenni, deputata del Pd e vicepresidente della Commissione agricoltura alla Camera, commenta la risposta del governo all’interrogazione presentata al Ministro dello sviluppo economico per sapere gli orientamenti dell’esecutivo rispetto all’inserimento degli incentivi nel decreto ministeriale Fer2 e la convocazione di un tavolo di concertazione con le istituzioni e gli enti locali.

All’interrogazione, sottoscritta anche dai deputati toscani Stefano Ceccanti, Lucia Ciampi e Martina Nardi, ha risposto ieri la sottosegretaria Alessandra Todde.

«Come si legge dalla risposta della sottosegretaria – sottolinea Cenni – il governo intende sostenere la produzione elettrica da fonti rinnovabili innovative, tra cui la geotermia. “Attraverso il decreto – si legge ancora nella risposta – saranno incentivati gli impianti geotermici sia a totale reiniezione dei fluidi, sia con assetto tradizionale, seppur opportunamente modificato per conseguire un sostanziale abbattimento delle emissioni dai nuovi impianti e da impianti esistenti oggetto di interventi di rifacimento”. Si tratta di un passaggio importante, dopo mesi di attesa e di interrogativi, per disciplinare con certezza un settore che rappresenta per la Toscana e per alcune aree in particolare, importanti numeri dal punto di vista occupazionale e delle risorse energetiche».

Il comitato “Geotermia Sì” accoglie la notizia con soddisfazione, ma allo stesso tempo chiede una tempistica chiara: «Abbiamo avuto ancora una volta una importante dichiarazione di impegno da parte del governo. Ma i tempi quali saranno? Prima o dopo le elezioni regionali? Attendiamo dalla politica risposte precise e puntuali in tal senso. E precisiamo che se l’intenzione è quella di rimandare tutto a dopo la scadenza regionale, si tratterebbe di un calcolo molto azzardato e pericoloso, vista anche la difficile situazione economica ed occupazionale che si sta profilando nei nostri territori. Abbiamo un interlocutore (il governo) che dimostra disponibilità e allora chi deve interloquire (la Regione) lo incalzi affinché si avvii al più presto una trattativa. Non avrebbe senso rimandare le cose ancora per dei mesi».

D’altra parte – conclude il comitato – «è stato proprio il presidente Enrico Rossi ad affermare nello scorso mese di agosto a Larderello che “è già stato perso troppo tempo”». –

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