Sicurezza
Consulente del lavoro nei guai, chiesti due anni
PONTEDERA. Il pubblico ministero ha chiesto una condanna a due anni e tre mesi per Lucia Simoncini, 61 anni, di Peccioli. Per la difesa dell’imputata invece dal dibattimento è emerso chiaramente che la professionista non ha preso in maniera indebita alcuna somma.
Stavolta a denunciare la professionista è stata una donna che risulta prestanome di una piccola azienda di fatto gestita dai genitori, come è emerso durante il processo.
L’imputata era legata da amicizia ai genitori della donna che poi la denunciata quando si è accorta che non erano state pagate alcune somme a Equitalia.
L’intestataria dell’azienda pensava di avere pagato i suoi debiti, affidando i suoi soldi alla professionista che operava su delega. Quando un giorno l’allora Equitalia ha bussato alla porta della donna c’è voluto poco per capire quale strada avevano preso i suoi soldi. Di sicuro non quella verso le casse dello Stato. Da qui la denuncia nei confronti della consulente fiscale finita sotto processo con l’accusa di appropriazione indebita dopo la denuncia della ditta di Peccioli che si è ritrovato con almeno 60mila euro di debiti con l’erario per imposte, contributi e tasse non versate. Soldi che, secondo l’accusa, la professionista si sarebbe trattenuta evitando di inviarli per conto del cliente, trasformato in debitore incolpevole nei confronti del fisco.
La sentenza, per fatti che vanno da 2007 al 2014, è attesa per il 10 dicembre. —
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