Sicurezza
«Bambini di prima elementare dovranno cambiare scuola»
La sindaca interviene dopo che il Tar che ha condannato l’istituto comprensivo di Capannoli a rifare le classi: «Tempismo pessimo: così ci rimettono gli alunni»
CAPANNOLI. «Le sentenze vanno rispettate, e così faccio. Però non posso nascondere la mia preoccupazione per decine di bambini del territorio, che rischiano di vedersi rivoluzionata la vita in un’età in cui sono importanti le certezze e le abitudini, soprattutto quando si tratta di scuola». A parlare è la sindaca di Capannoli, Arianna Cecchini.
Parole che arrivano dopo una sentenza del Tar che rischia di gettare nel caos il sistema scolastico di Capannoli. In particolare, delle prime elementari delle frazioni di Santo Pietro Belvedere e Selvatelle, quest’ultima nel territorio comunale di Terricciola. Ma facciamo un passo indietro. All’istituto “Sandro Pertini” di Capannoli le domande per il tempo pieno superano i posti disponibili. Per compilare la graduatoria e poi formare le classi prime, la dirigente sceglie come criterio la data di nascita dei bambini. Ma i genitori di due alunni esclusi non ci stanno e si rivolgono al Tar. Che accoglie il ricorso: «Quel criterio viola l’articolo 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali». Parola dei giudici del tribunale amministrativo, che ha condannato l’istituto comprensivo “Pertini” al pagamento di duemila euro di spese processuali e a rifare le classi prime delle scuole primarie di Selvatelle e Santo Pietro Belvedere.
La preside – che ora non vuole rilasciare dichiarazioni in merito alla sentenza – seguendo come criterio la data di nascita dei richiedenti l’iscrizione, ha violato le disposizioni di legge ma anche le norme dello stesso consiglio d’istituto. Ogni bambino, infatti, accumula un punteggio, sulla base di diversi requisiti. A parità di punteggio, per decidere chi inserire prima in graduatoria, si deve procedere col sorteggio. «Prevedere il ricorso al criterio della maggiore età – si legge nella pronuncia del Tar –, in luogo del sorteggio, ha avuto l’effetto di sovvertire radicalmente una disposizione e un criterio predisposto da un organo collegiale qual è il consiglio d’istituto». Le composizioni delle classi effettuate dalla dirigente, Lidia Sansone, quindi, sono carta straccia. La preside «ha di fatto riservato all’iscrivendo che risultava nato successivamente – scrive ancora il Tar – un trattamento deteriore, falsando la composizione della graduatoria con effetti imprevedibili e che impongono l’annullamento della disposizione».
Da qui la preoccupazione della sindaca. «Se il Tar dice che le classi sono da rifare, vuol dire che ad alcuni bambini verrà chiesto di cambiare scuola, perché non possedevano i requisiti per iscriversi. Al di là delle carte e degli atti del tribunale – continua Cecchini – a me spaventa che dopo un mese e mezzo dall’inizio delle lezioni, un bimbo di 6 anni possa ritrovarsi a cambiare compagni e insegnanti. Parlo da mamma, sarebbe un brutto colpo per gli alunni». Cecchini conclude: «La decisione del Tar non si discute, ma il tempismo è pessimo. Il benessere dei bambini è stato messo in secondo piano». –
Tommaso Silvi
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