Attenzione
Decine di moto e le note di Vasco per l’addio a Pietro Gandolfo
A Santa Croce il funerale del fotografo morto a 38 anni nell’incidente stradale Per lui anche uno striscione, presenti i centauri del gruppo Golden Drakes
SANTA CROCE. Il casco appoggiato sulla bara bianca, la canzone “Vivere” di Vasco Rossi, il rombo dei motori, uno striscione. E un fiume di lacrime per un dolore immenso. Santa Croce ha dato l’addio ieri mattina a Pietro Gandolfo, il fotografo morto a 38 anni nell’incidente stradale sulla Tosco Romagnola a La Rotta, nella notte tra sabato e domenica scorsi, dopo aver trascorso la serata in compagnia degli amici. Nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo sono arrivati in tanti per abbracciare i genitori, la sorella e tutti i familiari di Pietro, che era molto conosciuto e stimato per la sua professionalità e per il suo carattere «volenteroso e sempre disponibile» come ricordato da Marco Gherardini, sindaco di Palaia, paese dove Gandolfo era molto conosciuto anche per il suo impegno nel circolo Soms.
Ieri, nella sua Santa Croce, sono arrivati anche coloro che condividevano con lui una delle sue grande passioni, insieme a quella per la fotografia, che era diventata il suo lavoro: i centauri del gruppo “Golden Drakes”, che hanno parcheggiato le loro moto a pochi passi dallo striscione bianco, con un grande cuore rosso e la scritta “Ciao Pietro”, firmato dagli amici, che non riescono a darsi pace per la tragedia, per quegli istanti maledetti che si sono portati via il trentottenne. Che stava superando alcune auto che viaggiavano a rilento e procedevano nella direzione di Montopoli. Dalla fila è uscita la Bmw condotta da una donna di ventinove anni che ha cercato di fare la stessa manovra del motociclista. E quando si è spostata al centro della carreggiata ha urtato la Honda di Pietro. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
