Gioco
Analisi, controanalisi, rinvii e azioni legali: il nuovo quartiere rimane un “fantasma”
Il cantiere di “Pontedera Parco Verde” è fermo a causa di una controversia legale con al centro terreni “non a norma”
PONTEDERA. Analisi e controanalisi. Ricorsi, richieste, rinvii. Dopo lo stop del 2014, quindi la ripartenza dei lavori nel 2016, prima di un’altra frenata, sembrava che la realizzazione del nuovo quartiere in zona stadio potesse finalmente proseguire spedita verso il taglio del nastro. Ma nell’ampio spazio verde a fianco della strada regionale “Sarzanese-Valdera” a Pontedera è ancora tutto fermo. E c’è un colpo di scena. La società di costruttori che vorrebbe arricchire la città di una nuova area residenziale ha portato in tribunale la ditta che ha fornito la terra da utilizzare nel cantiere. La stessa terra in cui l’Agenzia regionale per l’ambiente ha rilevato un numero superiore al parametro consentito di “Pcb”, ovvero idrocarburi pesanti, inquinanti per l’ambiente.
Il progetto di “Pontedera Parco Verde” – questo il nome del quartiere fantasma – non riesce a sbocciare proprio a causa del terreno inquinato che è stato introdotto nell’area dei lavori. Una storia articolata, che parte da lontano e che deve essere ripercorsa con attenzione. Il Comune, nel febbraio 2017, aveva dato lo stop ai lavori in seguito ad alcune indagini di Arpat sul terreno all’interno del cantiere. In particolare, era stato trovato nella terra di riporto un parametro superiore alla norma, per ciò che riguarda i siti a indirizzo residenziale, relativamente alla presenza di “Pcb”, ovvero idrocarburi pesanti. La terra in questione arrivava da Livorno. Arpat ha comunicato l’anomalia al Comune, che quindi ha ordinato alla Green Park, la società che si è presa in carico l’investimento multimilionario per dare vita a un nuovo angolo di città, di bonificare le aree contaminate. Le nuove analisi da parte di Arpat per capire se gli idrocarburi fossero stati ridotti al di sotto della soglia fissata dalla legge hanno dato esito negativo (cioè sono inferiori), ma sono state richieste ulteriori integrazioni alla Green Park, che ha presentato la documentazione richiesta.
Una parte delle indagini, dunque, si era conclusa positivamente. Su indicazione di Arpat e Regione, però, era stata avanzata una richiesta di integrazione suppletiva su alcuni aspetti e su alcune parti del perimetro del cantiere. La Green Park l’ha presentata a inizio 2019 agli uffici comunali, regionali e di Arpat per l’approvazione definitiva del piano e delle azioni conseguenti. Ma qualcosa è andato storto. Tanto che la Green Park ha richiesto al Tribunale di Pisa la nomina di un consulente tecnico per esaminare ulteriormente la terra contaminata nel cantiere.
I costruttori vogliono vederci chiaro. Vogliono sapere da dove arriva e cosa contiene davvero quella terra. «La Green Park chiede che i terreni intollerabili presenti nel cantiere vengano rimossi dalla stessa ditta che li ha forniti. Non arrivano soltanto da Livorno – spiega l’avvocato Piero Susini, che cura gli interessi della Green Park – ma da molte altre zone». L’avvocato spiega che la perizia del consulente tecnico è stata completata e depositata, e annuncia che «verrà avviata una causa contro la società che avrebbe dovuto controllare la qualità della terra, con tanto di richiesta danni perché nell’area in cui avrebbe dovuto prendere piede una maxi-lottizzazione, a oggi, è tutto fermo».
La vicenda “Green Park”, dunque, finisce in tribunale. E la ripartenza dei lavori è sempre più lontana. Il Comune osserva da spettatore la vicenda e si augura che la gigantesca operazione si sblocchi il prima possibile. Di certo, al momento, ci sono solo l’ammasso di materiali da cantiere, le gettate di cemento qua e là e la vegetazione selvaggia che dominano a due passi dallo stadio comunale. Altro che quartiere di lusso. Per ora, soltanto una grande delusione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.14440780:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2016/11/20/news/la-spoon-river-di-pontedera-riscalda-i-cuori-1.14440780]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
