Sicurezza
Ok (a metà) al pisolino: aree relax per i bimbi che vogliono dormire
L’ora di riposo era stata cancellata per motivi di sicurezza L’intesa prevede l’allestimento di zone con materassini
SANTA MARIA A MONTE. Pisolino pomeridiano a scuola: è pace fatta fra dirigenza e genitori. La decisione di non far fare l’ora di pausa ad occhi chiusi ai bambini delle scuole dell’infanzia del Comune era stata presa dalla nuova dirigente Elena Gabrielli sulla scorta di preoccupazioni in merito alla sicurezza dei piccoli in caso di evacuazione ed è entrata in vigore questa settimana.
Preoccupazione, quella della dirigente, ma non presa alla leggera dai genitori, che proprio ieri pomeriggio tramite i loro rappresentanti avevano ottenuto una riunione chiarificatrice per provare a giungere ad una mediazione. Sintesi che a quanto pare è stata raggiunta attorno alla realizzazione di alcuni punti “anti-stress” dei quali i bambini che lo vorranno, potranno usufruire. «Lo stop rimane, ma la soluzione trovata insieme alla dirigente scolastica ha trovato il favore di tutti – racconta una rappresentante dei genitori –. In pratica saranno predisposti degli angoli con dei materassini morbidi. Uno spazio adibito al relax, diciamo, del quale potranno fare uso soprattutto i bimbi che vorranno o ne avranno bisogno, nel caso. Con possibilità di riposarsi anche senza necessariamente dormire. È una soluzione che comunque viene incontro anche alle esigenze diverse dei bambini, che ovviamente non sono tutti uguali, fra chi ha tre e chi invece 5 anni».
Una decisione, quella di eliminare il classico pisolino, che la nuova preside non avrebbe preso comunque senza alcun appiglio. A darle da pensare sarebbe stata infatti anche una relazione tecnica sulla valutazione dei rischi redatta tempo fa in merito alle strutture di via Querce e degli altri edifici scolastici nelle frazioni. Una relazione di quelle che in realtà si fanno periodicamente nelle scuole e negli edifici pubblici e che non avrebbe fatto emergere nessuna particolare nuova criticità, in ogni caso. Sta di fatto che la conformazione di alcuni degli edifici interessati e l’ubicazione dei luoghi adibiti al sonnellino avrebbero portato ad una decisione di cautela, con il pensiero fisso ad un’ipotetica evacuazione in caso di calamità resa potenzialmente difficoltosa dal sonno dei bimbi. Decisione comunque legittima. La legge nazionale di riferimento (444/68) e i provvedimenti successivi sulla scuola dell’infanzia non regolamentano infatti in modo chiaro il momento del “pisolino”, lasciando il tutto in balìa di un vuoto normativo nel quale si muovono giocoforza i vari istituti (e quindi i dirigenti scolastici) in piena autonomia. La stessa direttiva, peraltro, è stata presa da tempo anche in altri istituti della Toscana e della nostra stessa provincia: in gran parte delle scuole dell’infanzia di Pisa, ad esempio, il pisolino è ormai un lontano ricordo. Ragioni che come Tirreno avremmo voluto approfondire dettagliatamente insieme alla stessa preside, che si è però rifiutata di incontrarci. —
Nilo Di Modica
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