Il Tirreno

Pontedera

l’annuncio 

«Siamo pronti a chiudere il centro di Tignano»

Samuele Bartolini

La strage equina che dura dalla fine del 2018 ha indotto l’associazione Ihp a ventilare la serrata: nessuno ci dà risposte certe

2 MINUTI DI LETTURA





volterra. «La morte improvvisa di tre cavalli nel giro di pochi giorni rischia di portare l’associazione Italian horse protection al collasso gestionale e finanziario, tanto che l’associazione sta ipotizzando anche di chiudere il centro di recupero di Tignano». È con questa frase choc che i volontari della struttura nel Volterrano annunciano l’intenzione di abbandonare l’attività dopo l’escalation di morti misteriose tra i cavalli che hanno in affidamento. Il motivo è «la mancanza di risposte da parte degli enti competenti, a partire dal Ministero della Salute, riguardo la causa delle morti. Incertezza che impedisce di impostare qualunque politica di gestione in sicurezza».

«Dopo la terza morte nel giro di pochi giorni, siamo in attesa che i veterinari incaricati delle autopsie diano qualche risposta sulle cause di questi decessi improvvisi di animali sani, giovani e senza patologie né sintomi di alcun tipo. Senza di quelle, continuare ad andare avanti è impossibile – dice Sonny Richichi, presidente dell’Italian horse protection (Ihp) – Si torna a ipotizzare un problema legato al pascolo e ci viene suggerito di confinare i cavalli in spazi ristretti e lontani dall’erba, ma senza dare spiegazioni convincenti e documentate. Anzi a fine aprile e di nuovo a inizio ottobre, nel corso di due riunioni, Asl e Istituto zooprofilattico ci dichiararono che i pascoli erano sicuri. Del resto è da inizio maggio che i cavalli avevano ripreso a stare progressivamente fuori».

Mancate risposte e indicazioni contraddittorie che spingono l’associazione a pensare di fermare le attività del centro di recupero. «Una nuova gestione emergenziale dei cavalli come quella attuata da gennaio ad aprile esporrebbe l’associazione al collasso finanziario e a rischio di infortuni per i cavalli e per lo staff – prosegue Richichi – E ancora peggio sarebbe la remota ipotesi di trasferirsi altrove».

Dall’associazione sottolineano che «questo profondo disagio è causato dalla mancanza di risposte chiare da parte degli organi competenti, in primis il Ministero della Salute, a cui più volte in questi mesi abbiamo chiesto un protocollo operativo per accertamenti immediati delle cause di morte e la creazione di una rete di collegamenti con esperti tossicologi. Richieste formali che l’associazione rinnoverà con maggiore determinazione, mentre parallelamente verrà presentato un nuovo esposto alla Procura della Repubblica, visto che la strage di cavalli rimane un mistero che purtroppo non esclude neanche l’ipotesi del dolo, viste le risultanze degli esami autoptici».

Una situazione che assume contorni sempre più strani e misteriosi in un contesto, evidentemente, di grandi difficoltà da parte dei volontari alle prese con una vera e propria strage di cavalli, a detta loro, senza un reale motivo a cui dare la colpa. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa