Gioco
Giro di contratti falsi (o sospetti) scoperto dalla Polizia postale
Le indagini sono partite dopo che una delle “assunzioni” risultava a nome di un uomo agli arresti domiciliari
PONTEDERA. Per non restare chiuso in casa, come previsto dagli agli arresti domiciliari a cui era sottoposto, uno straniero residente a Pontedera si era “inventato” un lavoro. Aveva anche registrato un contratto ma era solo un grande bluff. A portare la polizia postale su un presunto giro di falsi contratti di lavoro per veri permessi di soggiorno o, come nel caso, dell’arrestato per avere la possibilità di uscire di casa e di ottenere permessi di lavoro, è stato un controllo effettuato nei mesi scorsi a casa di un giovane che era agli arresti domiciliari. L’uomo non era in casa, non era al lavoro e aveva un contratto di lavoro fasullo. Al termine di questa verifica un uomo di 60 anni circa, nato in Campania e residente tra Cascina e Pisa, è stato denunciato per false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria.
Nei guai potrebbe finire anche il titolare di un centro di servizi, situato nella zona centrale di Pontedera, che si è prestato a registrare per via telematica il contratto dell’uomo agli arresti domiciliari. Non è escluso, e su questo sono in corso indagini, che il 60enne avesse l’abitudine di accompagnare gli stranieri al centro servizi per registrare contratti “tarocchi”. . Sarebbero infatti in corso accertamenti su altri contratti. Gli interessati a questo tipo di attività sono cittadini stranieri, comunitari e non, che avevano bisogno di registrare i falsi rapporti di lavoro. Non tutti si sono rivolti al Caf direttamente, c’è chi ha contattato il centro di servizi, sempre su consiglio del sessantenne che aveva trovato il sistema di registrare i contratti.
Le prime indagini sui contratti registrati in maniera telematica avevano addirittura rimandato a siti di alcuni enti pubblici che poi sono risultati estranei alla vicenda. Se l’input iniziale ha riguardato l’uomo agli arresti domiciliari, spesso dietro questo modo di procere possono esserci anche altre situazioni, su cui sono in corso altre indagini. Grazie ai falsi contratti, è capitato più volte in diverse città, che agli immigrati siano stati rilasciati i permessi di soggiorno. In questi casi a dare nell’occhio sono state situazioni sospette legate al mondo del lavoro: colf, badanti e collaboratori domestici assunti da datori di lavoro che non si trovavano né nella necessità né nella capacità di assumere qualcuno. E a siglare questi contratti erano solo persone straniere. Nel caso di Pontedera, invece, da quanto è stato possibile sapere, a fare scattare la molla degli investigatori sarebbe stato proprio il controllo dell’uomo che dovendo restare agli arresti domiciliari, si era inventato la storia del lavoro che non c’era. Per gli agenti della Polizia postale e delle comunicazioni non è stato facile ricostruire il meccanismo. –
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