Il Tirreno

Pontedera

La denuncia 

Attivisti anticaccia investiti da un’auto

S. C.
Attivisti anticaccia investiti da un’auto

Aperta un’indagine sull’episodio avvenuto a Musigliano. «Quell’uomo ha cercato di ucciderci ed è fuggito via»

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CASCINA. Due giovani sono finiti all’ospedale durante una manifestazione degli attivisti contro la caccia. Avrà strascichi giudiziari la querelle tra un gruppo di cacciatori e alcuni attivisti. I carabinieri sono intervenuti una prima volta in seguito a una lite scoppiata perché gli ambientalisti disturbavano i cacciatori con dispositivi sonori. E poi per l’investimento.

Domenica mattina, all’alba, gli attivisti del Movimento anticaccia si sono recati a Musigliano, in golena d’Arno, per “disturbare” l’azione dei cacciatori. «Il disturbo è andato bene, i cacciatori sono stati mandati a casa a mani vuote – spiega uno degli attivisti – Durante il rientro alle auto, un cacciatore con un Suv si è lanciato a tutta velocità contro gli attivisti, che sono riusciti a buttarsi al lato della strada. Tranne due: una donna è stata sfiorata dal suv mentre la peggio l’ha avuta un attivista che è stato imbarcato sul cofano. I cacciatori non hanno accennato a frenare, tanto che l’attivista è scivolato lateralmente ed è riuscito a salvarsi da un vero e proprio tentato omicidio». Questo il racconto seguito da una denuncia. Uno dei giovani investiti ha due vertebre spostate verso il basso che daranno problemi al nervo sciatico: è ora ricoverato all’ospedale di Livorno, città dove il giovane vive. L’auto si è allontanata. Ma i giovani hanno preso il numero di targa dell’auto e l’hanno consegnato ai carabinieri.

«Una tragedia evitata solo grazie alla prontezza di riflessi di coloro che sono entrati nel mirino», così la Lav commenta l’investimento del gruppo di animalisti, che transitava a piedi lungo l’argine del fiume Arno. Il mezzo è stato identificato, e i feriti hanno presentato denuncia, così raccontano, per tentato omicidio plurimo. Gli animalisti si erano mossi, così spiegano, per parlare con i cacciatori e spiegare loro la violenza e l’inutilità della caccia. Si erano confrontati con un gruppo di cinque cacciatori che aveva poi desistito dalla caccia, scaricando i fucili e tornandosene a casa. Anche gli animalisti, a quel punto, avevano deciso di riprendere la direzione di casa, avviandosi a piedi lungo la strada lungo l’argine del fiume Arno, fino a che non è avvenuto l’investimento.

«Siamo solidali con gli animalisti investiti, in particolare con colui che ha subito le gravissime lesioni fisiche, e chiediamo che le autorità inquirenti svolgano indagini accurate e approfondite su quanto accaduto – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav, Area Animali Selvatici – non è tollerabile che alle parole spese per salvare la vita degli animali, si risponda con un tentativo evidentemente premeditato di uccidere una decina di persone, i responsabili devono pagare per quanto hanno fatto».

Se l’investitore si confermerà un cacciatore, la Lav chiede al prefetto di Pisa di ritirare subito la loro licenza di caccia, «almeno fino al termine del giudizio penale che li vedrà imputati per rispondere dell’assurdità e della gravità del loro gesto». –

S. C.

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