Il Tirreno

Pontedera

«Una rotatoria per Niccolai? Quello che rivoleva la pena di morte»

Cristiano Marcacci
Giuseppe “Beppe” Niccolai, pisano doc, fondatore del Movimento Sociale
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Giuseppe “Beppe” Niccolai, pisano doc, fondatore del Movimento Sociale

La sinistra contesta. Fratelli d’Italia rivendica con orgoglio di aver promosso l’intitolazione della rotonda a Marina di Pisa

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PISA. In poche ore i rigurgiti sono diventati una ruminazione di massa. Se da un lato il popolo social dei nostalgici della fiamma tricolore celebra a suo modo il fatto che la giunta comunale di Pisa presieduta da Michele Conti (ora leghista ma con un passato in Alleanza Nazionale) abbia deciso di intitolare una delle rotatorie del porto di Marina alla memoria di Giuseppe “Beppe” Niccolai (1920-1989), tra i fondatori del Movimento Sociale e deputato eletto nel 1968, dall’altro cresce il livello della polemica. Da sinistra, infatti, viene dipinto un tutt’altro ritratto di Niccolai.

Ecco chi è stato il deputato pisano secondo “Una città in comune”, Rifondazione comunista e Pisa Possibile: «Da giovane studente accorse volontario a combattere nell’esercito fascista a fianco dei nazisti per difendere la Libia, colonia italiana, dall’avanzata degli anglo-americani. Venne poi imprigionato negli Stati Uniti in un campo di detenzione dedicato ai fascisti incalliti, da dove uscì grazie all’amnistia di Togliatti. Per tutta la vita non si è mai pentito di essere fascista e anzi ha approfittato degli spazi democratici garantiti dalla Costituzione per continuare a fare una propaganda fascista profondamente antidemocratica».

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Le tre forze politiche, con una ingente dose di ironia, confermano che Niccolai fece molto durante la sua esperienza politica: «Propose il ripristino della pena di morte, il riconoscimento a fini pensionistici dell’appartenenza alla Mvsn (ricettacolo dei peggiori squadristi) sin dalla sua creazione nel 1923, il diritto alle pensioni e agli assegni di guerra per i volontari che combatterono con Franco nella guerra di Spagna tra il 1936 e il 1939, il ripristino delle decorazioni che i militi volontari fascisti si erano conquistati nella stessa guerra di Spagna, l’estensione dei benefici di guerra ai militari repubblichini alleati dei nazisti tra 1943 e 1945 e una legge in cui si prevedeva che “Chiunque svolge attività diretta a deprimere nei cittadini il sentimento del dovere per la difesa della Patria è punito con la reclusione fino ad un anno”».

“Una città in comune”, Rifondazione comunista e Pisa Possibile ricordano infine un avvenimento inquietante: «Un comizio voluto dallo stesso Niccolai il 5 maggio 1972, due giorni dopo un attentato fascista, fu la causa scatenante delle manifestazioni in cui il 23enne Franco Serantini venne picchiato e arrestato dalla polizia e lasciato morire tra le mura delle istituzioni statali».

Sul sito del Movimento Sociale Italiano (Rievocazione di tutto il percorso parlamentare, e non, dell’Msi) Niccolai è invece definito un “vero fascista”. Un “vero camerata”, addirittura, secondo un amico di Facebook di Francesco Niccolai, nipote di Giuseppe e attuale consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Pisa. E proprio Fratelli d’Italia, che in giunta a Pisa è autorevolmente rappresentata dall’assessore Filippo Bedini, rivendica con orgoglio di aver promosso l’intitolazione a Niccolai di un luogo di Pisa e annuncia che nelle prossime settimane ricorderà con un apposito evento di approfondimento la figura di Niccolai a 30 anni dalla sua scomparsa.

«La verità – afferma proprio Bedini – dice che Niccolai è stato, non solo a detta dei “suoi”, uno dei più grandi politici italiani del secondo Novecento. Ma nel 2013 l’allora sindaco Marco Filippeschi, in modo arbitrario e arrogante, prevaricando la volontà del consiglio comunale, disse no all’intitolazione di una rotatoria, paventando il rischio di una “deriva antidemocratica” a Pisa. Ecco perché si è arrivati al pronunciamento della giunta attuale, che restituisce dignità ai pronunciamenti ufficiali dell’allora consiglio comunale di Pisa e rende omaggio alla “buona politica”, marcando la distanza anche in questo importantissimo aspetto tra l’attuale amministrazione e la precedente: il centrodestra, a differenza dei soloni che si sono inalberati in questi giorni, non ostracizza le figure ideologicamente lontane come quella di Giuseppe De Felice (membro di spicco del Comitato Centrale del Pci, a cui sarà intitolata un’altra rotatoria, ndr), ma le nobilita». —

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