Sicurezza
“Negro di m...”, insulto razzista all’arbitro
Il Cascina Asd dovrà pagare un’ammenda di 500 euro. L’autore delle offese è poi fuggito dall’impianto sportivo
CASCINA. L’arbitro di colore che esce dal campo a testa bassa dopo che uno spettatore gli urla “Negro di m...” e fugge dall’impianto. Una scena vergognosa oltre che imbarazzante.
L’insulto contro un giovane arbitro di colore arriva - sabato 12 ottobre - durante la partita della categoria allievi tra Cascina e Il Romito, disputata al campo Arno a Putignano, alle porte di Pisa e conclusasi con la sconfitta del Cascina (2-3). Anche se stiamo parlando di calcio giovanile e di gare del campionato Under 17 degli allievi provinciali la reazione di chi era presente al fatto deve aver sconvolto l’arbitro.
«Siamo andati subito negli spogliatoi – dice il vicepresidente del Cascina Asd, Andrea Guainai – ci è dispiaciuto per l’arbitro. Noi quel giovane che lo ha offeso non lo abbiamo mai visto, non lo conosciamo. Non sappiamo nemmeno come sia entrato. Eppure ora siamo noi a dover pagare l’ammenda». Il Cascina infatti giocava in casa, anche se su un campo esterno.
Nel referto del giudice sportivo si spiega che un sostenitore ha rivolto offese di tipo razziale all’arbitro, generando imbarazzo e tensione fra il pubblico e i giocatori. Molti ragazzi che erano nell’area degli spogliatoi in attesa di entrare in campo per la loro partita fra allievi potrebbero confermare la scena.
Per questo motivo il Cascina Asd è stato multato dal giudice sportivo e dovrà pagare un’ammenda di 500 euro. «La nostra società è estranea alla vicenda – dice Guainai – siamo rimasti sorpresi anche noi quando abbiamo capito che quel giovane aveva offeso l’arbitro. Aveva seguito la partita restando in disparte. Dopo si è giocata un’altra partita, nessuno può escludere che quella persona fosse un tifoso della squadra locale. A noi è sembrata una cosa costruita a tavolino».
Da quanto è stato riferito, il giovane dopo l’insulto si è allontanato di corsa dal campo sportivo. Non sono state chiamati polizia o carabinieri e non c’è una denuncia per l’insulto razzista. L’episodio, al di là di quella che è la decisione del giudice sportivo, sono giorni che fa discutere. «I dirigenti della nostra società – continua Guainai – hanno chiesto scusa all’arbitro». L’offesa è stata sentita anche dall’altro “fischietto” che era lì per arbitrare la gara successiva.
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