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Il tartufo a Palazzo Vecchio per diventare un “messere”

Paolo Falconi
Il tartufo a Palazzo Vecchio per diventare un “messere”

Mercoledì appuntamento nel Salone de’ Cinquecento per la presentazione Nel prossimo fine settimana sarà sulle tavole della sagra di Ponte a Egola

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san miniato. Altro momento di gran bella festa, mercoledì 23, a Palazzo Vecchio a Firenze per il tartufo bianco di San Miniato. Che quasi diventa “messere”. Un’altra occasione per mettersi il vestito buono, quelle delle grandi occasioni, e fare bella figura in un ambiente unico, suggestivo e storico. Come del resto lo è la stessa natura del prezioso tubero delle colline sanminiatesi. Nel Salone de’ Cinquecento, proprio davanti a quelle pareti meravigliosamente affrescate e dove la stessa San Miniato compare come “città amica”, a partire dalle 17 il tartufo bianco di San Miniato avrà gli onori per questo suo mezzo secolo di Mostra mercato.

Sarà presente il padrone di casa, il sindaco Dario Nardella, che riceverà la delegazione guidata dal suo omologo Simone Giglioli. Insieme anche il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo. Ci sono 250 posti disponibili e da Palazzo Grifoni fanno sapere che è indispensabile mettersi in nota quanto prima a ufficio.turismo@sanminiatopromozione.it.

Un’anteprima della rievocazione a San Miniato, nei giorni di mostra del passato rinascimentale, con tanto di costumi. Nel primo weekend Isabella de’ Medici “girerà” per la vie del borgo, nell’altro fine settimana toccherà a Cosimo I, quindi ci sarà il convegno su Ugolino Grifoni e gran finale con Napoleone Bonaparte che all’ombra della Rocca, si dice, abbia avuto i suoi antenati.

Insomma, dopo la presentazione della festa in consiglio regionale, il tartufo bianco di San Miniato torna nel capoluogo toscano, mentre sul territorio della Valdegola proseguono le feste nella varie frazioni, tappe di avvicinamento alla kermesse del capoluogo.

Quelli dell’associazione La Ruga di Ponte a Egola, star fermi proprio non riescono. E oltre a mettere in piedi decine di iniziative nell’arco dell’annata ora si aggregano alle manifestazioni delle frazioni sanminiatesi per la festa del tartufo. A dire il vero sono già sei anni che lo fanno, e si ripropongono sabato e domenica prossimi che, dice un componente dell’associazione pontaeolese Simone Nieri, in collaborazione con altre associazioni del posto che allestiscono la Festa d’autunno e la Festa della castagna.

Nel pomeriggio di sabato ci sarà anche la presentazione del libro “Il tartufo di San Miniato” di Delio Fiordispina e poi alle 19.30 tutti a tavola. La giornata di domenica 27 inizierà alle 9.30 con l’apertura del mercatino dell’antiquariato, artigianato, collezionismo e quello biologico con prodotti locali.

Nel pomeriggio passeggiata nei boschi tartufigeni con Giovanni Corrieri e poi dimostrazione dell’escavazione del tartufo. Ovviamente si pranzerà e si cenerà con menù dove il tartufo bianco e i funghi porcini dettano legge, e di cui le crespelle e il carpaccio sono indiscussi protagonisti preparati Da una squadra di chef di alto rango. Gli stand gastronomici sono al coperto, nella sede dell’associazione La Ruga (info339 2393899)

Nella conferenza stampa di ieri mattina al bar L’altro Gateau di Ponte a Egola, secondo il programma ideato da Fabrizio Mandorlini, si è parlato anche del recente viaggio compiuto da una delegazione di San Miniato ad Alba in cui ha preso forma un vero e proprio accordo turistico tra le città del tartufo: «Basta con i campanilismi – ha sottolineato la vicesindaca di San Miniato, Elisa Montanelli – e avanti con la collaborazione, perché l’unione fa bene anche per il mercato estero». —

Paolo Falconi



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