Sicurezza
Cavalli morti, via alle indagini batteriologiche e virali
Un primo esito delle autopsie ha evidenziato la presenza di lesioni interne Gli ulteriori controlli saranno anche tossicologiche per eventuali avvelenamenti
VOLTERRA. Trovate delle lesioni interne ai cavalli morti nel centro di recupero per equini maltrattati o abbandonati di Tignano, nel territorio di Volterra. Ora sarà avviata l’indagine per individuare eventuali cause batteriche, virali o tossicologiche. Un responso, quello dell’autopsia effettuata ieri mattina, che non spiega il mistero sui motivi di una strage inquietante. E che potrebbe portare a un nuovo esposto alla magistratura da parte dell’Italian horse protection(Ihp) che gestisce il centro.
«Siamo di nuovo al punto di partenza – dice il presidente dell’associazione, Sonny Richichi –. L’autopsia effettuata dai veterinari dell’Istituto zooprofilattico ha fornito gli stessi elementi dei primi nove cavalli morti. Anche nelle circostanze precedenti l’esito è stato lo stesso e l’avvio delle ricerche sulle carcasse non ha dato nessun riscontro. Insomma, la situazione non cambia ma intanto i cavalli continuano a morire e noi siamo quelli a cui resta il cerino in mano, considerato che nessuno ci supporta per ottenere risposte a una serie di morti davvero inquietanti».
Sono dodici i cavalli deceduti dalla fine del 2018 a oggi. Gli ultimi due tra giovedì e venerdì ed entrambi senza apparenti motivi di salute. Gli ultimi due sono stati trovati senza vita e in assenza di particolari segni esterni. «L’unica eccezione è stata per la prima cavalla, quella che abbiamo trovato morta giovedì – dice ancora Richichi – che aveva l’addome gonfio in maniera spropositata. Per il resto nessuna anomalia fisica, così come per gli altri nove».
Ricevuto un primo esito dell’autopsia da parte dei tecnici dell’istituto zooprofilattico, i responsabili dell’Italian horse protection valuteranno cosa fare per provare a mettere pressione agli enti coinvolti in questa vicenda e che sono chiamati a indagare sulle cause. «La magistratura è informata della situazione – sottolinea il presidente dell’associazione – perché i carabinieri forestali sono stati al nostro centro per gli accertamenti sulle recenti morti dei due cavalli. Ma credo che anche da parte nostra faremo una comunicazione alla procura sugli sviluppi di una strage che è ancora senza un perché. Abbiamo scritto all’Istituto zooprofilattico e al ministero della Salute perché le risposte che abbiamo ricevuto subito dopo aver comunicato i decessi sono stati tutto fuorché celeri. E questo è un altro dei problemi che ruotano attorno a questa vicenda».
Intanto, alla tenuta di Tignano i cavalli restano al chiuso di notte per evitare problemi e pascolano in aree recintate di giorno. —
Andreas Quirici
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