Il Tirreno

Pontedera

il processo: sfruttamento della prostituzione 

«Sì, andavo nel centro per incontri sessuali Mai rapporti completi»

Pietro Barghigiani
«Sì, andavo nel centro per incontri sessuali Mai rapporti completi»

Un cliente del “Risveglio” racconta le prestazioni da 70 euro Alla prossima udienza sfileranno in aula altre 15 persone

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PONSACCO. «Era stato un amico a darmi il numero di quel centro dove si facevano massaggi particolari. Ci sono andato due volte. La prima ho pagato e mi hanno fatto la ricevuta. La seconda no».

È un tipo spigliato che non sa cosa sia l’ipocrisia il 50enne livornese, cliente del “Risveglio” in via Verdi, la cui titolare è a processo per sfruttamento della prostituzione.

Si è seduto davanti al collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco) per rispondere alle domande del pm Flavia Alemi e dei difensori dell’imputata, Maria Luisa Valdiserra, 54 anni, originaria di Pontedera, gli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Mariateresa Schettini.

«Telefonai per prendere un appuntamento – ha raccontato il testimone –. Era il novembre del 2015. Mi aprì una donna che si presentò come la titolare. Non nego che ero andato al centro massaggi per avere rapporti sessuali. Ero single. Ora ho una compagna e non mi sognerei mai di ripetere quell’esperienza. Le ragazze, una volta un’italiana e poi una romena, mi dissero che se volevo concludere il massaggio con un finale diverso avevo la possibilità di scegliere. Ho sempre scelto la tariffa da 70 euro. Per il rapporto completo ne chiedevano 150».

Nel rispondere alle domande della difesa, il cliente ha spiegato di aver trattato la prestazione e pagato sempre a due ragazze e mai alla titolare del centro massaggi.

Prima del testimone e fruitore dei servizi del “Risveglio” hanno risposto alle domande del pm gli investigatori del commissariato di Pontedera e dei carabinieri di Ponsacco che inizialmente avevano avviato un’indagine sull’attività chiacchierata. L’inchiesta della polizia era nata dalla denuncia del marito dell’imputata, contrario all’attività che la donna aveva consolidato nel tempo all’interno del centro. Un giorno si era presentato al commissariato e ne era uscito dopo aver firmato una denuncia che è stata poi alla base dell’indagine sfociata nel sequestro dell’immobile e nel processo. La coppia sta ancora insieme, nonostante tutto.

L’udienza è stata aggiornata alla primavera 2020. Quel giorno saranno una quindicina i clienti chiamati a raccontare cosa facevano nel centro di via Verdi. Massaggi hot, richieste sessuali più o meno esplicite con pagamenti extra, parte dei quali, secondo l’accusa, finivano nella cassa dell’attività gestita dall’imputata a cui contestano anche di aver messo gli annunci su siti specializzati in incontri a luci rosse. Quelle ore liete passate nel centro dovranno essere raccontate in un’aula di Tribunale. —

Pietro Barghigiani

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