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Pontedera

la polemica 

Pilade, da Renzi e Gentiloni a Giglioli: CambiaMenti attacca

Andreas Quirici
Pilade, da Renzi e Gentiloni a Giglioli: CambiaMenti attacca

L’ex consulente di Palazzo Chigi nello staff del sindaco di San Miniato Guazzini si chiede se fosse necessario. La risposta: il suo curriculum parla per lui

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SAN MINIATO. Una nomina che non poteva fare altro che scatenare la polemica a San Miniato, quella di Pilade Cantini a “compiti di diretta collaborazione con il sindaco e con la giunta ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione”. Una decisione presa direttamente dal sindaco Simone Giglioli su cui la lista civica e gruppo di opposizione CambiaMenti ha sollevato alcuni dubbi.

Cantini è reduce dagli incarichi nello staff dei capi del governo Matteo Renzi e Paolo Gentiloni e a San Miniato guadagnerà 1.844,62 euro lordi al mese, più un forfait di circa duemila euro. «Nessun rilievo sulla legittimità della scelta, e tanti auguri di buon lavoro a Pilade Cantini – dicono da CambiaMenti, guidato dalla capogruppo Manola Guazzini –. Ma sul piano dell’opportunità politica delle domande e delle considerazioni si impongono». L’accusa è che «nessun sindaco prima di Giglioli aveva mai avvertito la necessità di attribuire un incarico di questa natura al di fuori della pianta organica del Comune». L’attuale sindaco, però, ribatte: «Vent’anni fa c’era una figura simile, anche se era un dipendente del Comune. Pilade ha un’esperienza su cui nessuno può avere dubbi. Si aggiunge alla segreteria che era composta da due persone».

«La pianta organica del Comune di San Miniato è andata perdendo negli ultimi dieci anni un patrimonio importantissimo di professionalità – ribattono da CambiaMenti – mancano operai per effettuare direttamente qualunque lavoro e personale professionalmente qualificato per controllare le ditte a cui sono affidate le opere pubbliche; il personale addetto ai cimiteri è totalmente inadeguato; si tende sempre di più a esternalizzare e ad appaltare funzioni che dovrebbero essere proprie del Comune. È giusto seguire questo indirizzo come se fosse la cosa più ovvia del mondo, senza neanche fermarsi un attimo a riflettere sulle sue implicazioni strategiche? Noi di CambiaMenti, ad esempio, pensiamo al contrario che si dovrebbe puntare a rafforzare la struttura e la capacità di intervento diretto del Comune, ovviamente con interventi graduali e finanziariamente compatibili. E vorremmo proporre questo come un tema importante nella discussione del prossimo bilancio».

Per Giglioli avere nel suo staff un personaggio come Cantini, autore anche di un libro sui suoi quattro anni passati a Palazzo Chigi, è sinonimo di poter contare su un elemento di sicura affidabilità. «Ha lavorato con Renzi e Gentiloni – spiega il sindaco di centrosinistra –. Farà da collante tra me, la segreteria, gli uffici e l’esterno. Credo che ci siano pochi dubbi sulla bontà della scelta».

Cantini ha un contratto legato al mandato di Giglioli, ma l’opposizione di Guazzini ribadisce che «impegnare risorse, anche se non derivanti direttamente dal bilancio del personale, per un ruolo come quello che Pilade Cantini andrà a ricoprire, è una cosa su cui si sarebbe dovuto riflettere cento volte».

Per Giglioli la polemica sembra esaurirsi abbastanza in fretta: «A Pontedera esiste già una figura come quella di Cantini a San Miniato. Per il nostro Comune può rappresentare una novità che, però, non dovrebbe spaventare una lista di opposizione che ha scelto di chiamarsi CambiaMenti». —

Andreas Quirici

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