Il Tirreno

Pontedera

baci e palpeggiamenti 

Violenza su 13enne giovane condannato a 3 anni e 8 mesi

P.B.
Violenza su 13enne giovane condannato a 3 anni e 8 mesi

L’episodio risale a un anno fa durante la fiera di San Luca L’imputato è in cella dopo aver violato il divieto di dimora nella provincia pisana

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pontedera. Prima il palpeggiamento. Poi il bacio sulla bocca. La reazione di lei che non scoraggia quell’adulto che ci prova e anche in modo pesante a insidiarla allungando le mani dove non dovrebbe. Alla fine l’approccio molesto viene interrotto anche grazie all’intervento del gruppo di amici con cui si trovava il bersaglio delle attenzioni proibite.

Per l’episodio avvenuto lo scorso anno durante la fiera di San Luca ieri mattina Majid Jarmouni, 27 anni, marocchino, senza fissa dimora, è stato condannato a 3 anni e 8 mesi per violenza sessuale e atti sessuali con minorenne. Il nordafricano, assistito dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, è stato giudicato con rito abbreviato dal gup Giuseppe Laghezza (pm Flavia Alemi). L’uomo è in carcere da quasi un anno dopo aver violato il divieto di dimora nella provincia pisana. Era la misura cautelare emessa dal gip dopo la denuncia ai carabinieri dei genitori della ragazzina, all’epoca 13enne residente nel comune di Calcinaia che quel giorno si trovava con gli amici alla fiera e fece un incontro diventato un processo dove non si è costituita parte civile. Secondo l’accusa Jarmouni aveva anche offerto 200 euro alla ragazzina per una prestazione sessuale. Un approccio diretto, spregiudicato per il luogo scelto. Una 13enne presa alla sprovvista dall’abbraccio del marocchino che dopo averla palpeggiata mentre lei era in fila per salire su una giostra l’aveva anche baciata proseguendo con gli strofinamenti. Un assalto durato alcuni secondi che viene bloccato dagli amici della ragazzina, pronta a fuggire dagli abbracci molesti del nordafricano. A casa la ragazzina non si confida subito. Ma il suo comportamento, cupo e isolato, convince i genitori che c’è qualcosa che non va. E poco alla volta si apre. Da quel momento il caso passa ai carabinieri. Jarmouni era presente all’udienza in cui è stato condannato. È in cella da quasi un anno. —

P.B.



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