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All’istituto Niccolini un corso per fare lo chef di yacht

Paolo Falconi
All’istituto Niccolini un corso per fare lo chef di yacht

Lavorare intorno ai fornelli  di una imbarcazione è diverso da una cucina di un ristorante e la scuola offre un’opportunità Un massimo di 25 iscritti

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volterra. A Volterra torna il mare, come forse milioni di anni fa, molto prima che venisse eletta città da quel popolo intelligente che furono gli etruschi. A Volterra torna il mare, e lo fa con yacht di lusso grazie all’intelligenza della preside del locale istituto alberghiero Niccolini e dei suoi collaboratori che stanno lanciando un corso per chef di yacht.

La presentazione è avvenuta ieri mattina nella Sala del maggior consiglio di Palazzo priori, presente anche una folta delegazione di studenti dello stesso Niccolini. E dove la preside Ester Balducci ha illustrato finalità, portata e importanza del corso dopo il saluto dell’assessora all’Istruzione Viola Luti anche a nome del sindaco Giacomo Santi.

Mettendo in evidenza come «la richiesta formativa debba essere il più possibile rispondente alle richiesta provenienti del mondo del lavoro». Tema ripreso e ampliato dalla consigliera regionale Irene Galletti, Movimento 5 stelle, Vicepresidente della Seconda commissione, quella dello Sviluppo economico e rurale, cultura, istruzione, formazione. Galletti ha rilevato anche come oggi «sia più mai importante la specializzazione, e che prima di affidare un corso come questo sia stata condotta un’analisi sui ruoli più ricercati, affinché tutti abbiano la medesima possibilità di sbocco nel mondo del lavoro».

«Il mare è lontano da Volterra – ha detto Valter Tamburini, presidente della Camera di commercio di Pisa – ma non come sembra visto che «in provincia esistono cantieri navali di una certa importanza mondiale». E che compito della Camera di commercio è anche quello di fare «da tramite tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro».

Con Chiara Pardini della Seven stars Marina, e Simone Morelli della Nord Sardinia sail a mettere in risalto l’importanza e l’unicità del progetto offerto dal Niccolini per «preparare autentici professionisti come quel settore di lusso esige non lasciando nulla all’improvvisazione». Sulle loro imbarcazione saranno condotti degli stage.

Cosa vuol dire lavorare a bordo di uno yacht, stare davanti ai fornelli lo ha spiegato Stefano Campazzi che del corso è uno degli ideatori. Si tratta di «saper lavorare a volte in un ambiente molto ristretto, avere dimestichezza negli acquisti da portare a bordo, essere disponibili alla convivenza con altre persone, anche straniere». Eco perché al Niccolini, oltre a “rinforzare” l’apprendimento di inglese, francese, spagnolo, saranno introdotte anche le lingue arabo e russo.

Il corso, per un massimo di 25 iscritti, ha un monte di 150 ore: gli studenti del Niccolini avranno tariffe agevolate rispetto ai privati (ancora tutto da quantificare). L’importante è iniziare: buon mare a tutti. —

Paolo Falconi

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