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Pontedera

economia circolare, patto con la regione 

Tre nuovi impianti da 30 milioni di euro per trasformare i rifiuti in una risorsa

Tre nuovi impianti da 30 milioni di euro per trasformare i rifiuti in una risorsa

Gli investimenti del Consorzio conciatori porteranno anche il teleriscaldamento nella zona industriale di Ponte a Egola

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SAN MINIATO. Favorire l’economia circolare per ridurre e trasformare in risorse da riutilizzare i rifiuti generati dal distretto conciario. Questo l’obiettivo in vista del quale è stato firmato ieri a Firenze un protocollo d’intesa tra la Regione Toscana (rappresentata dal presidente Enrico Rossi e dall’assessora Federica Fratoni), il Consorzio Conciatori e Rea Impianti (società al 100% del Comune di Rosignano). Presenti anche il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, la sua vice Elisa Montanelli e l’assessora Marzia Fattori. L’accordo – analogo a quello firmato a marzo 2019 con Assoconciatori di Santa Croce sull’Arno – mira a coinvolgere tutte le imprese del distretto per gestire in maniera omogenea lo smaltimento della maggior parte dei rifiuti delle aziende del settore, per prevenire ed evitare situazioni di emergenza nel distretto del cuoio.

IL PIANO

Con la firma di ieri il Consorzio Conciatori di Ponte a Egola si impegna a realizzare opere per circa 30 milioni di euro ed in particolare a costruire nell’arco dei prossimi 3 anni un impianto di cogenerazione con utilizzo di gas metano di rete presso l’impianto Cuoiodepur Spa. L’energia elettrica prodotta da cogeneratore sarà totalmente utilizzata dall’impianto, mentre l’energia termica potrà essere in parte impiegata in situ ed in parte immessa nella rete di teleriscaldamento. Il Consorzio conciatori realizzerà inoltre un impianto di teleriscaldamento (costituito da centrale di produzione e rete di distribuzione) all’interno dell’area industriale di Ponte a Egola in grado di alimentare una parte delle concerie localizzate nell’area; infine, un impianto di digestione/codigestione anaerobica, alimentato sia con i fanghi conciari prodotti dal trattamento delle acque reflue che con matrici di scarto della lavorazione conciaria, per ottenere biogas e/o biometano. «Il piano delineato – commenta il presidente del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola – assume rilevanti connotati in termini di ottimizzazione del recupero di energia e materia dai rifiuti integrato a livello di area produttiva industriale. Consapevoli che per alzare il livello di qualità ambientale c’è bisogno di evoluzione tecnologica e, per fare questo, servono investimenti».

MODELLO EUROPEO

«La logica è una, investire – ha detto il presidente Rossi – E il Consorzio Conciatori si è presentato compatto dichiarando di voler fare investimenti importanti per l’economia circolare. Realizzeranno un impianto di cogenerazione con utilizzo del gas metano, un impianto di teleriscaldamento e quindi un impianto di codigestione anaerobica. Nel frattempo, mentre si impegnano a realizzare queste opere e lavorano per ridurre il materiale da smaltire e promuovere l’economia circolare con il riutilizzo di scarti che possono diventare materia seconda, la Regione Toscana ha favorito il raccordo con la discarica di Scapigliato per consentire che in questa fase intermedia loro abbiamo certezza di dove smaltire. In questo modo tutto il distretto del cuoio si colloca all’avanguardia in Europa: si chiude il cerchio non tanto rinunciando a produrre ma cercando di imm ettere dentro la produzione elementi della scienza e della tecnica che consentono di non inquinare e di recuperare materia, insomma l’economia circolare di cui parla l’Europa. Investire nell’ambiente favorisce la qualità di prodotti, attrae investitori e rende la nostra regione assolutamente competitiva nel settore della moda».

LA NOVITÀ

Riguardo al trattamento di sottoprodotti di origine conciaria attuato dal consorzio Sgs di via Nuova Francesca a Santa Croce, il protocollo richiama il precedente sottoscritto a marzo 2019 che prevede la modifica della linea di lavorazione del carniccio in modo tale da recuperare la quasi totalità del grasso dal residuo solido della lavorazione ed ottenere un nuovo prodotto (concime solido organo-fosfatico).

ITER RAPIDI

Da parte sua, invece, la Regione si assume l’impegno di assicurare una rapida conclusione – qualunque ne sia l’esito – dei procedimenti amministrativi necessari per la realizzazione degli impianti, nel rispetto della normativa vigente. La Regione valuterà la possibilità di forme di cofinanziamento, mano a mano che queste si renderanno disponibili. I rifiuti del Consorzio Conciatori che non potranno essere recuperati saranno conferiti alla discarica di Scapigliato (Rosignano), nel rispetto del principio di prossimità e sulla base di accordi già definitivi tra il Consorzio Conciatori e Rea Impianti. Al fine di monitorare l’andamento del Protocollo d’intesa verrà costituito un tavolo presieduto dall’assessore regionale all’ambiente che riunirà i rappresentanti dei soggetti firmatari e di Arpat e che si riunirà almeno ogni due mesi. —


 

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