Sicurezza
Distributore di canapa light, anche Pontedera è invasa dal fumo di “erba legale”
Prezzi da 8 a 24 euro: prodotti con un principio attivo tollerato dalla legge. I responsabili: «Presto recupereremo l’investimento»
PONTEDERA. Il prezzo della mercanzia, in confezioni coloratissime, va da un minimo di 8 euro (perennemente esaurito) a un massimo di 24. I nomi, poi, sono allettanti: “Big Bud”, “White Widow”, “Lemon Karma”, “Deep purple” e così via. Non stiamo però parlando di un prodotto come un altro, ma di cannabis light, erba a bassissimo contenuto di principio attivo (thc) in libera vendita anche in un piccolo distributore automatico al numero 66 di via Roma. . L’esperimento imprenditoriale, il primo in assoluto nella provincia di Pisa fuori dal capoluogo, è sbarcato anche a Pontedera, sulla scorta dell’idea di due giovani riuniti in società, la “Heisemberg”, grazie ad una legge che consente la vendita di “erba legale” dal 2016. «I consumatori pontederesi sono un po’ timidi, si affacciano al distributore solo nelle ore notturne, un po’ come un tempo si faceva coi sexy shop – scherza uno dei due titolari della start up – I numeri però sono incoraggianti. In poco tempo recupereremo l’investimento iniziale».
La legge di riferimento, è la 242 del 2016 in cui, tra l’altro, si legge che se «il contenuto di thc della coltivazione risulta superiore allo 0,2% ed entro il limite dello 0,6% nessuna responsabilità è posta a carico dell’agricoltore». Un parametro che negli ultimi mesi è finito al centro di infinite polemiche ed anche di una battaglia legale, con una proclamazione della Cassazione che nei mesi scorsi ha portato ad un’allerta da parte del Ministero dell’Interno a tutte le prefetture: una serie di controlli e poco più. «Anche in alcuni comuni la cosa sta incontrando resistenze, ma al momento, stante la legge, è sufficiente fare una comunicazione al Suap per aprire un distributore come il nostro – continuano i titolari – Abbiamo produttori certificati che ci vendono solo prodotti rigorosamente allo 0,2%. Produttori biologici di piccole e nuove società agricole come la “Hempfarm”, produttori abruzzesi, o la CbWeed, anch’essi italiani. Una filiera rigorosamente controllata che mette al sicuro dai disagi di un tempo».
I due giovani imprenditori sono consapevoli dei tanti sospetti che ancora aleggiano su un questo commercio. «Polemiche infondate. Quello che vendiamo non è uno stupefacente – dicono – Anzi noi, come è già stato dimostrato dai numeri, siamo l’antidoto a ciò che avveniva una volta, le serate nelle piazze a contrattare coi pusher».
Mercato quantomeno interessante, che dal 2016 a oggi ha portato un fioccare di piccoli negozi e distributori in tutta la Toscana, tutti gestiti da giovanissimi, che a cominciare dai “pionieri” della Lucchesia e della Versilia si sono diffusi ovunque, anche a Pisa, in via dei Rigattieri. «Stiamo pensando di aprirne altri e allargarci – promettono dalla Heisemberg. È solo questione di tempo». —
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