Il Tirreno

Pontedera

L’incidente

Processo dopo 5 anni, ma manca la prova “principe”

Sabrina Chiellini
Il furgone portavalori finito contro un muro nel 2014
◗
Il furgone portavalori finito contro un muro nel 2014

Peccioli: il blindato che andò fuori strada per un guasto ai freni (due guardie rimasero ferite) è stato demolito. Dopo tanto tempo non ci sono responsabili

3 MINUTI DI LETTURA





PECCIOLI. Un probabile guasto ai freni e il conducente di un furgone portavalori, carico di soldi, perse il controllo del mezzo che finì contro il muro di recinzione di una villetta, lungo la strada per Legoli. L’incidente è dell’estate 2014, rimasero ferite le due guardie giurate che erano a bordo.

Per una serie di “sviste”, che ci sono state durante la fase delle indagini, si arriverà al processo senza la prova “principe”, cioè senza il furgone portavalori che nel frattempo è stato distrutto, dopo che la proprietà ha ottenuto il nulla osta per farlo dalla Procura stessa. Le perizie sul mezzo, per accertare se aveva avuto la manutenzione necessaria, erano state richieste quando ormai la fase delle indagini era scaduta e quindi non sono utilizzabili al dibattimento.

A giudizio è finito Roberto Parascandolo, classe 1954, residente a Napoli, difeso dall’avvocato Antonio Bonacci del foro di Arezzo. L’uomo era il datore di lavoro , in quanto legale rappresentante della Securpol Group, dei due uomini che erano sul blindato e rimasero feriti, uno dei quali in maniera particolarmente grave. Tutti e due comunque riportarono lesioni superiori a 40 giorni con diverse fratture e con la conseguenza di avere dovuto subire alcuni interventi chirurgici. Andrea Capocchi, 55 anni, abitante a Pisa, e Alberto Menciassi, classe 1977, anche lui residente a Pisa. Il rumore del furgone blindato contro il muro, come uno schianto forte, venne avvertito da chi abitava nella zona vicina a casa Diaz, al civico 80 della strada comunale per Legoli, in una delle tante curve che si devono percorrere per arrivare al bivio con la provinciale. Fin dall’inizio dinamica e cause furono chiari. L’incidente era stato causato da un guasto all’impianto dei freni. E proprio per avere messo a disposizione dei due dipendenti un furgone blindato non sottoposto ad una adeguata manutenzione il datore di lavoro era stato indagato e poi rinviato a giudizio con l’accusa di lesioni personali colpose.

Capocchi al processo è assistito dall’avvocato Silvia Modesti, invece Menciassi dall’avvocato Rolando Rossi, entrambi di Pisa.

Quello che poteva essere un infortunio sul lavoro abbastanza lineare nella dinamica e nell’accerto delle responsabilità si è trasformato in un processo abbastanza complesso, sicuramente condizionato da alcuni scelte di chi all’epoca ha svolto le indagini, come hanno fatto notare le parti civili al processo che doveva iniziare nei mesi scorsi. In quella sede sono state sollevate una serie di eccezioni, che riguardano le consulenze disposte dal Pm dopo la chiusura delle indagini, e sul dissequestro autorizzato prima ancora del processo. Tanto che ora il blindato è stato demolito. Nel frattempo le parti offese non sono riuscite a fare entrare nel procedimento la compagnia assicurativa con cui l’azienda aveva assicurato il mezzo blindato.

L’udienza è stata rinviata a marzo del 2020 ma le incognite a oggi sono molte.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.9691738:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2014/08/01/news/furgone-portavalori-finisce-fuori-strada-1.9691738]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa