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Pontedera

STORIE E PERSONE 

Morta la nonna della Valdera Lucia Giusti aveva 106 anni

T.S.
Morta la nonna della Valdera Lucia Giusti aveva 106 anni

La sua è stata una vita contrassegnata dall’impegno verso gli altri e i bisognosi Da tanto tempo era ospite e “anima” della casa di riposo Belvedere a Lari

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PONTEDERA. Una vita di scelte. Di sacrifici, di momenti difficili e di soddisfazioni. Vissuta con coraggio, orgoglio e voglia di mettersi al servizio degli altri. Fino all’ultimo. D’altronde, quando provi sulla pelle la tragica esperienza di due guerre mondiali impari davvero che per essere felice, in fondo, basta poco. Se ne è andata a 106 anni Lucia Giusti. Per tutti, la nonna della Valdera.

Ieri, al suo funerale, in tanti non sono riusciti a trattenere le lacrime. Lucia era circondata da persone che le volevano bene. Che in lei vedevano quasi un esempio da seguire, determinata e battagliera, illuminata da un sorriso dolce che regalava serenità. L’ultimo saluto a Nonna Lucia è stato celebrato nella cappella della casa di riposo Belvedere, a Lari. In quello che, da oltre trent’anni, era diventato il suo mondo. Nata a Castellina Marittima il 12 giugno 1913, Lucia nel 1935 si era sposata con Mirello Francini, fattore in un’azienda agricola dell’epoca. Un amore d’altri tempi, un legame indissolubile. Lucia e Mirello si trasferiscono a Chianni, dove danno alla luce Maria Grazia e Mauro. Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi devastano il piccolo paese dell’alta Valdera. E distruggono anche la casa di Lucia e Mirello, che si trovano a vivere in una grotta nella vicina frazione di Montevaso, a quasi 700 metri d’altezza.

Terminato il conflitto, negli anni Cinquanta, i due si spostano ancora e prendono casa a Pontedera. Nel 1968 Lucia saluta il suo Mirello e resta vedova. Ama cucire, in particolare è bravissima nel ricamo. Passano dieci anni e la “super nonna” decide di cambiare vita. Dopo due settimane di “prova” alla Belvedere, sceglie di rimanere definitivamente nella struttura. Ha 75 anni, è in forma e scoppia di salute, così passa le giornate dando una mano al personale della casa di riposo. Stringe amicizia con gli operatori e con gli ospiti, specialmente con un’arzilla coppia di anziani. Anche loro vivono alla Belvedere, e anche loro hanno mantenuto la vitalità dei ragazzini. Si spostano in auto, e spesso coinvolgono Lucia nelle loro gite fuori porta. L’età avanza, arrivano gli acciacchi. Nel 2017 Lucia perde la figlia, Maria Grazia. Un brutto colpo, che comunque non la spezza. Stretta nell’abbraccio di tutte le persone che vivono con lei alla Belvedere, Lucia continua a sorridere. Soltanto quattro mesi fa era stata organizzata per lei una maxi festa di compleanno con musica, amici e parenti. Lucia aveva ringraziato tutti, travolta dalla gioia e sorpresa dal mare d’affetto ricevuto. Il figlio Mauro, la nuora Enrica e i nipoti Giacomo, Michele e Raffaella gli avevano addirittura regalato un pranzo al ristorante. Tutti insieme. Lunedì scorso Lucia ha chiuso gli occhi per sempre. Lasciando un vuoto incolmabile nella Belvedere. Il microcosmo incantato di una donna abituata a combattere con la vita. Senza mai abbassare la testa. —

T.S.

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