Lutto
Costretta all’aborto e a vendersi sulle strade del sesso
Giovane accusa una nigeriana sua connazionale di averla tenuta sotto scacco con i riti vudù e di averle chiesto 25mila euro
PONTEDERA. È accusata di calunnia, sfruttamento della prostituzione e procurato aborto. Stella Osaro Obasuyi, nigeriana del 1971, residente a Pontedera, è pronta a difendersi dalle accuse in tribunale, dove ieri è iniziato il processo e subito è stato rinviato al 22 gennaio dell’anno prossimo per ascoltare la testimonianza della parte offesa.
L’imputata, difesa dall’avvocato Massimiliano Calderani, è finita nei guai dopo che era andata dai carabinieri e aveva denunciato di essere stata minacciata da una giovane nigeriana. Indagando, i carabinieri avevano scoperto una storia diversa, che fa pensare a quella che vivono tante ragazze africane, portate in Italia e mandate sulle strade del sesso a pagamento, tenuto sotto scacco con la minaccia dei riti vudù.
Da accusatrice, Stella Osaro, si è ritrovata sul banco degli imputati e deve rispondere di gravi accuse. La giovane non solo non l’avrebbe minacciata ma avrebbe cercato di sfuggire da quella che era una vera persecuzione messa in atto nei suo confronti. «Non l’ho minacciata, lei mi ha fatto prostituire», sono state le prime parole della giovane che ora è pronta a ripetere le accuse anche in tribunale. È una triste realtà quellache emerge da questa storia. La parte offesa racconta di essere arrivata a Pontedera con la promessa di un lavoro ricevuta proprio da Stella Osaro. A quest’ultima invece era legata da un debito di 25mila euro. Per affrancarsi da quella condizione avrebbe dovuto pagare alla donna ora a processo l’ingente somma di denaro. Non solo. Ai carabinieri la giovane aveva raccontato anche di subire pressanti richieste e minacce legate ai riti tribali vudù e di essere stata picchiata fino al punto di avere abortito. –
S.C.
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