Il dolore
Carambola mortale: conducente sotto processo
Un trentenne morì dopo essere stato travolto dalla sua auto in sosta centrata da una macchina. Stava aiutando un amico
pontedera. Un tragico incidente da record delle fatalità avverse con una vittima e un imputato per omicidio stradale.
Per Souleymane Ndiaye, senegalese, di Pontedera, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di aver provocato il decesso del connazionale trentenne Abdoulaye Kebe la sera del 17 novembre 2017.
Una morte dalla dinamica assurda. Un rinterzo fatale tra auto in cui rimase coinvolta la vittima, elettricista in una ditta di Montecalvoli, residente a Pontedera.
Il gip Giuseppe Laghezza ha rinviato a dicembre l’udienza per esaminare la richiesta del pm Miriam Pamela Romano in attesa di un eventuale risarcimento dell’assicurazione che ancora non è stato liquidato.
L’imputato è difeso dall’avvocato Riccardo Ghilli.
Ndiaye era alla guida di una Nissan Micra quando intorno alle sette e mezzo di sera sulla Tosco Romagnola, a ridosso del centro, andò a schiantarsi contro una Peugeot 206 ferma sul lato della strada. L’aveva lasciata in quella posizione Kebe, sceso per dare aiuto a un amico a cui si era fermata la sua Fiat Punto.
Kebe aveva aperto il cofano e cercava di collegare con i cavi le rispettive batterie per tentare di far ripartire la macchina in panne.
Senza accorgersene fu travolto dalla sua auto centrata dalla Nissan di Ndiaye. Una botta violentissima che per il contraccolpo spinse l’elettricista contro un veicolo in sosta, una Lancia Y. Schiacciato tra la sua macchina e l’utilitaria parcheggiata addosso alla quale venne sbattuto nel rimbalzo letale. Un decesso istantaneo.
Al conducente della Micra viene imputata un’andatura superiore a quella consentita su quel tratto d’asfalto all’altezza del centro abitato.
Una violazione al codice della strada che ha trasformato l’accusa in omicidio stradale.
Investitore e vittima si conoscevano. Facevano parte della stessa comunità senegalese, un’aggregazione radicata a Pontedera.
Quando Ndiaye si rese conto delle conseguenze di quel tamponamento, all’apparenza contro un’auto ferma a bordo strada, ebbe un malore.
Una sommatoria di fatalità tradotte in un morto e in un processo per omicidio stradale. —
Pietro Barghigiani
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