Il Tirreno

Pontedera

Maccheroni in attesa Monni è perplesso e Sorrente ci crede

Paolo Falconi

L’accordo Matteo Renzi-Riccardo Nencini visto dagli iscritti al Psi della provincia 

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il nuovo partito

Da un po’ di giorni Matteo Renzi è nel gruppo socialista di Riccardo Nencini. Al Senato. Chi è d’accordo, chi invece storce il naso nella grande famiglia del Partito socialista. Sembra attendista l’ex onorevole ma anche ex presidente della Regione Toscana ed ex sindaco di Pontedera ai tempi dell’alluvione del ’66, Giacomo Maccheroni. Il quale, nel dire che una risposta più articolata verrà data nel prossimo congresso provinciale di fine ottobre a Cascina, spiega che «è il segno di come i partiti si siano estinti. È davvero cambiata la stagione».

E fa un esempio: «Visto che in due mesi sono nati ben tre partiti? Oltre a quello di Renzi, l’altro di Calenda e quello di Toti. Figurarsi se non possono decidere un accordo per far confluire le legioni di Renzi nel solito gruppo al Senato. Va anche rilevato che il regolamento di Palazzo Madama non permette la costituzione di un gruppo se non contrassegnato da un simbolo».

La posizione di Maccheroni non è quella di Carletto Monni, altro socialista di lungo corso, già sindaco di Pontedera e poi vice presidente della Provincia: «Voglio sperare che si tratti di un fatto tecnico. Si limiti a questo e non diventi un’avventura politica che di certo non mi entusiasma. E comunque è un chiaro indice del livello a cui sono arrivati i partiti».

Nel dichiararsi fiducioso sulle prossime decisioni del partito, Monni confessa che ha ricevuto diverse telefonate da quando è piombata la notizia della decisione Renzi-Nencini. «Siete diventati renziani?», gli è stato domandato. E lui subito a negare e spiegare.

«Si chiama Partito socialista-Italia viva il gruppo parlamentare che abbiamo costituito e nel quale sono confluiti i fuoriusciti dal Pd e altri senatori», rammenta lo stesso Riccardo Nencini in una newsletter agli iscritti. Nencini si è presentato con il suo partito alle ultime elezioni, il che agevola l’iter di formazione di un gruppo autonomo per il nuovo partito di Matteo Renzi. Di contro, il Psi ha bisogno di ampliare il numero dei suoi parlamentari per poter essere più solido in Senato. «Questo gruppo ce lo consentirà».

La segreteria provinciale pisana del Psi, guidata da Carlo Sorrente, ha espresso «un giudizio unanimemente positivo» e «condivide la costituzione del nuovo governo di legislatura nato dall’emergenza democratica». Lo stesso Sorrente ribadisce che «questo progetto parlamentare Psi-Italia viva potrebbe, nell’autonomia politico organizzativa del Psi con il simbolo nuovo del garofano, essere un laboratorio riformista su cui potrebbero convergere altre aree dei radicali, di +Europa, laici e liberal anti-sovranismi».

Infine, il Psi provinciale crede che il tentativo di «formare un laboratorio riformista sia una strada perigliosa, ma da percorrere in autonomia ma con coraggio, umanesimo cristiano, umanesimo socialista, cultura liberale e radicale».

A pensar male (bene) se una mano lava l’altra viene da dire che “l’alloggio” avuto nel Psi da Italia viva può anche sfociare in qualche futura “ricompensa” al momento di decidere sulle nomine dei vari enti. —

Paolo Falconi



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