Il Tirreno

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il caso 

L’asilo rischia di chiudere, appello di parroco e genitori

Tommaso Silvi
L’asilo rischia di chiudere, appello di parroco e genitori

A Lari si fanno sentire gli effetti del calo demografico e la struttura, che ha  quasi un secolo di vita, deve fare i conti con i costi di gestione che crescono

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LARI. Nel paese di Lari c’è un solo asilo. Dieci anni fa la parrocchia ha acquistato un immobile per spostarlo dalla vecchia sede, impegnandosi per circa 250mila euro. L’asilo Santissimo Crocifisso, oggi al civico 11 di via Roma, ha quasi un secolo di vita. Ma ora rischia seriamente di chiudere i battenti.. Attualmente i bambini iscritti sono appena quattordici, e il consorzio di cooperative sociali che gestisce la struttura – E-Ducere, con sede a Firenze – sta valutando di inoltrare la disdetta alla parrocchia e lasciare quindi l’asilo. «Dei problemi ci sono, è inutile negarlo - dice il parroco, don Tommaso Botti - e speriamo che la situazione si risolva. Certamente il calo demografico nelle nostre zone è un dato oggettivo, possiamo farci poco. E poi la nostra è una scuola paritaria, che richiede ai genitori dei bimbi iscritti una retta per coprire le spese».

A causa del numero sempre più basso di bambini, negli anni le rette hanno subito un aumento. E-Ducere ne prevede di ulteriori se il numero di iscritti non torna a salire. «Per i prossimi tre anni abbiamo bloccato la retta a 160 euro al mese - spiega ancora don Tommaso Botti - assicurando alle famiglie che non ci saranno ritocchi. Penserà la parrocchia a integrare il denaro richiesto dalla cooperativa. Però non possiamo andare avanti così, serve una svolta». Per il rilancio dell’asilo parrocchiale di Lari, don Tommaso può senza dubbio contare sul contributo dei genitori, che non vogliono assolutamente prendere in considerazione l’eventualità della chiusura. «È l’asilo del paese, la maggior parte di noi è cresciuta lì dentro. La sua chiusura rappresenterebbe una perdita enorme per la nostra piccola realtà», spiega Stella Cini, mamma di uno degli iscritti all’asilo di Lari. Una struttura calda e accogliente, che racchiude al proprio interno un’atmosfera familiare, quasi casalinga. «È un asilo a misura di bimbo, in paese, facile da raggiungere anche per chi lavora e quindi deve avvalersi dell’aiuto dei nonni o di baby sitter. Un asilo così piccolo facilita la crescita e favorisce l’apprendimento dei bambini, oltre a scongiurare le assenze in massa per malattia, dato che crea un clima sfavorevole ad epidemie virali», dice ancora Stella Cini.

Tutti vogliono che l’asilo continui a vivere. Ma serve un piano per “ripopolarlo”. E don Tommaso Botti, intanto, studia una soluzione con E-Ducere. «Non è facile - conclude il parroco - perché si tratta di un soggetto con base a Firenze, che fatica a comprendere le dinamiche di un piccolo paese come il nostro. Farò il massimo per non far chiudere l’asilo, sono sicuro che insieme troveremo una soluzione, anche se la situazione è davvero complicata». —

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