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Nubi sulla concia tra dazi Usa e fatturati in netta diminuzione

Nubi sulla concia tra dazi Usa e fatturati in netta diminuzione

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MILANO. Dati negativi dal primo semestre 2019 e dazi imposti dagli Usa nei confronti dei prodotti europei. Sono questi i due problemi che aleggiano sula fiera milanese Lineapelle.

Da un lato il -7,3% per la produzione da gennaio a giugno di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2018 e il -11,9% per quanto riguarda i metri quadrati prodotti. «La congiuntura negativa appare principalmente legata all’attuale situazione di incertezza economica globale – spiegano dall’Unione nazionale industria conciaria (Unic) – che sembra spingere alcune tradizionali fasce di clientela, soprattutto calzaturiera e automotive, a contenere costi e volumi degli ordinativi. Maggiore dinamismo, a confronto, per i materiali destinati alla produzione pellettiera. Arredamento e abbigliamento lavorano su nicchie».

Come se non bastasse ci si è messo anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a complicare le cose con alcuni capi di abbigliamento inseriti nella lista dei prodotti a cui applicare dazi in caso di vendita negli Usa. «Per ora la pelle non fa parte di questo elenco – dice il presidente del Consorzio conciatori di Ponte a Egola, Michele Matteoli – ma non c’è da stare tranquilli. Situazioni come questa generano sempre problemi d’instabilità».

Anche secondo il presidente dell’Associazione conciatori di Santa Croce, Alessandro Francioni, «i dazi americani sono un problema. Per adesso la nostra attività non è coinvolta direttamente, ma decisioni come questa hanno l’effetto di influire negativamente sui consumi che, in special modo per il lusso, funzionano quando i contesti internazionali sono tranquilli». —

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di Redazione web