Sicurezza
Botte e umiliazioni alla moglie “occidentale”
L’ex marito musulmano condannato a 2 anni e mezzo per maltrattamenti, assolto dall’accusa di violenza sessuale
san miniato. A un certo punto, quando il racconto vira nel privato più intimo nel ricordo di un rapporto forzato, una lacrima le scivola sulla guancia. Prova a proseguire, quasi balbettando. Il giudice la ferma. E le dà tempo di fare un respiro profondo. Si asciuga il viso e prosegue nella sua testimonianza. È il prologo di quella che sarà la sentenza nei confronti dell’ex marito (omettiamo le generalità per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr), 30enne maghrebino, condannato a 2 anni e mezzo per maltrattamenti in famiglia. Assolto per la violenza sessuale. Il pm Giovanni Porpora aveva chiesto una condanna a 6 anni e mezzo. Il Tribunale in sessione collegiale (presidente Salutini, a latere Iadaresta e Grieco) ha escluso la responsabilità dell’imputato per il sesso imposto all’allora fidanzata e poi coniuge. L’avvocato difensore, Rachele Guidi ha invocato l’assoluzione perché il fatto non sussiste. «Si è trattato di liti tra famiglie che avevano una diversa visione della religione. Non ci sono riscontri esterni alle dichiarazioni della donna. Nessun certificato medico. Le discussioni c’erano perché il rapporto era finito e non andavano più d’accordo».
L’imputato, operaio nel settore calzaturiero, non era presente in aula. Una storia che nasce nello stesso contesto culturale tra chi coltiva la propria religione anche se quasi subito la diversità di approccio all’Islam inizia a complicare il rapporto. «Mi diceva che ero troppo occidentale, quando avevo i pantaloni non mi faceva scendere dall’auto e per questo mi picchiava spesso» è stato uno dei passaggi della deposizione della giovane che si è costituita parte civile e che ha ottenuto una provvisionale di 10mila euro con il resto del risarcimento del danno da stabilire a livello civilistico. All’inizio la storia parte bene. La ragazza è interessata al suo compagno. Poi gli umori cambiano. Soprattutto per la severità dell’uomo, stando a quando dichiarato dall’ex moglie, in fatto di autonomia della compagna. «Più volte mi ha imposto rapporti sessuali contro la mia volontà – ha proseguito la giovane –. Gli dicevo di no, ma lui non mi ascoltava. È successo anche dopo il matrimonio». Nel racconto la donna ha ricordato le minacce del fidanzato. «Se mi lasci ti farò del male» era una delle frasi. «Lavoravo e mi chiedeva tutti i soldi – è la testimonianza –. Mi lasciava 50 euro. “Li metto insieme ai miei per comprarci la casa” mi diceva. Ma soprattutto mi picchiava per niente. Schiaffi senza motivo. Quando avevo dei segni sul viso dicevo che ero caduta». La fine nell’aprile 2016 con lui che la scaraventa fuori dall’auto. —
Pietro Barghigiani
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