Il Tirreno

Pontedera

Gli stage non bastano, servono gite nelle aziende già dalla primaria

Ivo Mancini
Gli stage non bastano, servono gite nelle aziende già dalla primaria

Il titolare di due aziende a Santa Croce: «Mancano tecnici specializzati I ragazzi devono entrare in contatto col mestiere il prima possibile» 

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La lettera

Gentile Presidente,

mi chiamo Ivo Mancini, ho 84 anni e dal 1962 sono imprenditore e titolare di aziende del settore della meccanica applicata al settore conciario. Mi permetto di scriverle per portarla a conoscenza del mio progetto in corso in Toscana, a Santa Croce sull’Arno e della mia proposta alle istituzioni, di cui è già a conoscenza l’assessora all’Istruzione, formazione e lavoro della Regione, Cristina Grieco, in modo tale da invitarla a un supporto e a un sostegno affinché i nostri giovani e le nostre aziende possano avere a cura il futuro del settore meccanico e manifatturiero in Italia.

Nel dicembre 2018 ho aperto, a mio totale finanziamento, una scuola di meccanica all’interno delle mie aziende Futura Lavorazioni Meccaniche e C. M. Tannery, acquistando macchinari di ultima generazione. Il mio obiettivo è quello di formare tecnici specializzati per dare continuità alle aziende, oltre a fornire l’opportunità ai giovani di apprendere il mestiere e, un giorno, diventare a loro volta imprenditori, come ho avuto la possibilità di fare nella mia vita togliendomi delle belle soddisfazioni. Le mie aziende, in cui i miei figli Antonio e Federico sono parte attiva della proprietà, attualmente hanno un volume di affari che si aggira sui 13 milioni di fatturato annuo (2018), con 67% di export e quasi 40 addetti assunti. A mio avviso, senza nuove leve professionali adeguatamente formate, tutto il comparto in generale rischia la chiusura a causa dell’assenza di ricambio di tecnici specializzati. Per questo motivo ho allestito la mia scuola di meccanica in uno spazio di 400 metri quadrati e sto ulteriormente investendo per ampliarlo e portarlo a 1100 mq.

Devo purtroppo constatare che l’attuale sistema formativo regionale e nazionale non è abbastanza efficiente affinché chi si avvicina a questo mestiere possa davvero padroneggiarlo. Per cui, ritengo necessario un intervento a livello legislativo affinché le scuole possano portare, con maggiore facilità, gli studenti nelle aziende. Noi imprenditori necessitiamo di strumenti maggiori, rispetto agli stage attuali, per fare sì che il giovane possa essere messo in condizione di apprendere senza costi eccessivi per l’impresa. Inoltre, ritengo necessario che già dagli ultimi anni della scuola primaria e fino al secondo anno della secondaria di primo livello, classi intere di studenti e docenti possano entrare in azienda iniziando a capire il mestiere, in maniera conoscitiva. Solo in questo modo in un futuro lo studente potrà, eventualmente scegliere quella professione come propria.

Il lavoro in meccanica c’è e la mia realtà aziendale ne è una dimostrazione. Abbiamo bisogno di scovare dei “super tecnici” a oggi introvabili che sappiano creare, con la mente e con le mani e che siano supportati nel loro cammino da tanta voglia di fare, con l’aiuto delle famiglie, delle aziende e delle istituzioni. Il mio sogno è fare in modo che l’imprenditore del 2020 sia un “Verrocchio 4. 0”, un maestro di grande esperienza pronto a formare i lavoratori professionisti del domani. Nel mio caso ho investito soldi per creare uno spazio di formazione. Ho conoscenze e competenze, conosco persone docenti, molte formate da me personalmente, pronte a dare il proprio contributo. Adesso aspetto dalle istituzioni un segnale concreto, affinché nel settore dell’artigianato manifatturiero, e della meccanica in particolare, non si venga a formare una vera e propria desertificazione. Per questo motivo mi appello a Lei, signor Presidente, e alle cariche istituzionali che leggono in copia, affinché il mio messaggio di speranza e concretezza allo stesso tempo, possa essere promosso all’interno delle più alte assisi dello Stato. Io stesso sarei ben lieto di poter portare la mia esperienza e il mio progetto alla sua diretta conoscenza, come anche all’interno delle due Camere organizzando, magari, un momento di dibattito e confronto sul tema. La mia disponibilità è totale e, come ho fatto sempre tutto a mie spese nella convinzione delle mie idee, posso allo stesso tempo venire, a mie spese, a presentare la mia proposta nei luoghi istituzionali di riferimento della nostra Repubblica.

Signor Presidente, la situazione economica è preoccupante. Mi appello a Lei affinché ci sia l’interesse per aiutare imprenditori come me a non perdere la speranza nel futuro delle aziende italiane.

Ivo Mancini



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