Il Tirreno

Pontedera

decisiva la prescrizione 

Cambia il reato: in due prosciolti dall’accusa di tentata estorsione

P.B.

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cascina. Una breve camera di consiglio e poi la sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione a seguito della derubricazione del reato: da tentata estorsione e tentata rapina in concorso a esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

È il verdetto letto ieri mattina dalla presidente del collegio del Tribunale Beatrice Dani (a latere Iadaresta e Messina). Pm Giovanni Porpora.

Una sentenza di proscioglimento per Massimo Celestino, 57 anni, difeso dall’avvocato Silvia Davini e Luca Luppicchini, 41 anni, assistito dall’avvocato Gianmarco Romanini.

I fatti ricordati nel corso delle udienze vedevano tre pakistani vittime, a loro dire, di un’irruzione violenta dei due imputati la sera del 26 ottobre 2010 a Cascina in via della Torre.

Un’aggressione in casa, con perquisizione per cercare soldi nelle tasche. «Volevano il 35 per cento sugli appalti ottenuti» così dissero nella denuncia gli immigrati attivi nell’edilizia.

Un sottufficiale dell’Arma riferì che i pakistani denunciarono la presenza di tre persone entrate in casa conosciute con i nomi di Massimo e Luca.

«Quando gli abbiamo sottoposto le foto hanno riconosciuto Celestino e Luppichini».

In denuncia dissero che i tre vennero minacciati e picchiati con la pretesa di almeno il 35 per cento degli incassi dei loro appalti. In realtà gli imputati agirono in modo poco urbano, ma per far valere un loro credito nei confronti dei pakistani. —

P.B.

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