Il dolore
Piove nell’auditorium chiuso da più di 5 anni
Cascina. Aule inagibili anche nella vecchia sede del liceo artistico. Gli studenti traslocano all’istituto “Pesenti” che pure ha i suoi guai
CASCINA. Due sono le scuole superiori a Cascina. E tutte e due hanno problemi al tetto. Le infiltrazioni d’acqua hanno indotto, ormai più di cinque anni fa, a chiudere l’auditorium del “Pesenti” e da almeno quattro anni gli alunni del vecchio istituto d’arte, oggi liceo artistico “Russoli”, sono emigrati dalla loro sede a quella del “Pesenti”. Tra l’altro, quest’ultimo istituto è tornato a crescere, numericamente parlando. Così sta prendendo piede l’ipotesi di chiedere al “Russoli” di far traslocare in una sede diversa gli studenti. . I due edifici con problemi strutturali sono di proprietà della Provincia di Pisa che non ha soldi. E questo è il solito ritornello di chi non interviene per anni e lascia che le cose non trovino soluzione. Anche gli alunni del “Pesenti” si sono abituati a usare la biblioteca piuttosto che l’aula magna. Alcuni poi sono arrivati a diplomarsi senza aver mai visto aprire quella porta. Un gruppo di genitori, lo scorso febbraio, ha scritto al presidente della Provincia, Massimiliano Angori. La loro lettera non ha avuto risposta. Ora la scuola è di nuovo iniziata e la porta dell’auditorium è ancora chiusa: locali inagibili. Tra l’altro, il problema è stato anche al centro di più proteste degli studenti, durante le occupazioni. «Fermo restando che condanniamo fermamente ogni forma di vandalismo (come successo in altre scuole superiori), che non risolve i problemi ma che, anzi, ne crea di nuovi – avevano scritto ad Angori i genitori all’inizio dell’anno – vorremmo focalizzare l’attenzione sull’auditorium dell’istituto: ormai dichiarato inagibile da diversi anni, gli studenti sono privati di uno spazio indispensabile dove svolgere assemblee o dove svolgere diverse attività che in passato hanno caratterizzato l’attività didattica della scuola superiore. Inoltre, vorremmo sapere se la struttura, che fa parte dell’intero edificio, viene comunque monitorata dagli uffici tecnici in modo da evitare disastri». Il silenzio della pubblica amministrazione non ha placato i malumori.
In passato l’aula magna della scuola ha ospitato spettacoli e attività di altre scuole del territorio (scuole materne, elementari e medie) essendo l’unica struttura in grado di ospitare un gran numero di persone.
Anche alcuni genitori degli studenti del liceo artistico sono rimasti perplessi. Quando c’è stato il suono della prima campanella si aspettavano di vedere che il primo piano del vecchio edificio fosse stato rimesso a posto. Nulla da fare: i sopralluoghi dei tecnici ci sono stati, dei lavori nemmeno l’ombra. «Si parla tanto di istruzione, della necessità di fare studiare i nostri ragazzi, di aiutarli a comprendere il valore della cosa pubblica e poi li lasciamo in una scuola che non ha aule a sufficienza o che ha una parte inagibile».–
Sabrina Chiellini
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