Degrado all’Excelsior, Forza Italia: «Chi paga la messa in sicurezza?»
L’opposizione incalza il sindaco sullo stato dell’immobile e chiede quali provvedimenti verranno presi verso la proprietà
FUCECCHIO. Dagli anni d’oro del tutto esaurito e dei grandi artisti al degrado, senza che sia più cambiato niente. Il destino dell’ex cinema Excelsior - una volta gloria di Fucecchio - appare destinato a non trovare mai il suo lieto fine. Struttura mastodontica in cemento armato, è vuota da oltre dieci anni e preda di vandali, ladri e della mancata manutenzione.
Appena dieci giorni fa i vigili del fuoco hanno dovuto abbattere - per sicurezza - alcune delle pesanti vetrate, ritenute pericolanti. E da allora quella porzione di marciapiede è transennata. Forza Italia, che in campagna elettorale aveva proposto di acquistare l’enorme complesso, ha presentato un’interpellanza all’amministrazione comunale per capire quale sia lo stato dei fatti. Queste le rivendicazioni del capogruppo forzista Simone Testai e della consigliera Sabrina Ramello: «Considerato che non è la prima volta che le condizioni dell’ex Excelsior costituiscono pericolo e disagio per la cittadinanza, chiediamo al sindaco di portare a conoscenza il consiglio comunale sui provvedimenti presi nei confronti della proprietà affinché garantisca la sicurezza del complesso immobiliare; nel remoto caso in cui già in tempi passati l’amministrazione non abbia preso provvedimenti, di spiegarne il motivo all’assemblea consiliare. E poi se intende prendere provvedimenti e se si quali».
E poi, «chiediamo al sindaco di informare il consiglio su chi ricadono i costi sostenuti per la messa in sicurezza delle criticità fino ad oggi riscontrate ed appurate e a chi vengono imputati i mancati incassi dei parcheggi a pagamento su via Battisti attualmente occupati dalle transenne di sicurezza».
Forza Italia vuol capire cosa è accaduto con la proprietà dell’Excelsior e se l’amministrazione prenderà provvedimenti. Sull’albo pretorio non ci sono ordinanze dell’ente nei confronti della proprietà per la messa in sicurezza dell’immobile che una volta attirava centinaia di persone (anche negli anni del cinema a luci rosse). In questi casi, se la proprietà non provvede alla messa in sicurezza, è infatti il sindaco a poter agire in prima persona, imponendo l’esecuzione dei lavori urgenti, a tutela della pubblica e privata incolumità. Per farlo ci sono tre condizioni di partenza: un grave pericolo che minaccia l’incolumità pubblica o la sicurezza urbana; la contingibilità, intesa come situazione eccezionale che non può essere fronteggiata con i mezzi ordinari; l’urgenza, causata dall’imminente pericolosità, che impone l’adozione di un provvedimento straordinario. Il provvedimento, comunque, potrebbe arrivare a stretto giro di posta. —
Marco Sabia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google