Italia
«L’anno giubilare serva a recuperare la vita spirituale»
L’invito del vescovo di Volterra, Alberto Silvani, ai fedeli Oggi la riapertura della chiesa dopo tre anni di restauri
VOLTERRA. «Spero che i festeggiamenti per i 900 anni dalla consacrazione della nostra cattedrale servano ai volterrani non solo per effettuate atti di devozione, ma per recuperare anche un po’ di vita spirituale». È l’invito e auspicio fatto dal vescovo di Volterra, Alberto Silvani, ai fedeli in questa importante giornata per la storia della città. Dopo tre anni di chiusura, dovuta ai restauri, oggi riapre la cattedrale proprio nel giorno in cui si apre l’anno giubilare con una cerimonia che partirà alle 17 nella chiesa di San Francesco.
Ma per la città etrusca, la riapertura della chiesa più importante ha un valore molto significativo, secondo il vescovo: «È un segnale per tutti. Con i lavori abbiamo riconsegnato ai cittadini un simbolo architettonico ma soprattutto cristiano. E il recupero delle tradizioni, la valorizzazione della cultura, della storia rappresentano il messaggio che lanciamo con questa operazione. I beni architettonici, i reperti storici non sono roba nostra. Valorizzarli vuol dire avere rispetto per chi ci ha preceduti e per chi verrà dopo di noi».
Un anniversario altrettanto importante, quello dei 900 anni dalla consacrazione della basilica a cui Silvani guarda con raziocinio: «È un’occasione che non abbiamo creato noi. Si tratta di una data storica che viviamo con gioia. Tra 100 anni ci saranno altre persone a festeggiare».
Aprire un anno giubilare significa anche porre l’accento su temi che riguardano la collettività. L’accoglienza, per esempio, argomento di cui si dibatte molto in Italia, ma che a Volterra non sta creando particolari contrasti politici e sociali. «Chi arriva a Volterra lo fa perché ha intenzione di venire in questa città – spiega monsignor Silvani – Ma il tema dell’accoglienza è comunque sentito. Abbiamo una rete di solidarietà che dà aiuto a molte persone e nella diocesi abbiamo tante situazioni legate a questo argomento, come la mensa della Caritas a Castelfiorentino che offre tra gli 80 e i 100 pasti al giorno, oppure una famiglia eritrea ospitata a Pomarance grazie al corridoio umanitario». —
A.Q.
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