Gioco
I familiari e i superstiti: «La Germania risarcisca le vittime di stragi naziste»
Appello a governo italiano tramite la Regione Toscana dopo la richiesta di non usare i soldi tedeschi per il restauro del monumento ai Caduti
FUCECCHIO. «Chiediamo che la Regione Toscana, la più colpita dalle stragi, si rivolga al governo per presentare alla Germania una richiesta formale di risarcimento». È una delle richieste avanzate al presidente della Regione, Enrico Rossi, in una lettera firmata dai familiari dei caduti civili e militari nelle stragi naziste, come Fucecchio, Fivizzano e Cefalonia.
Tra le richieste anche che «l’Avvocatura dello Stato cessi di posizionarsi in favore della Germania nei processi intentati per i crimini nazisti», ma anche che «al centro delle iniziative antifasciste e antinaziste sia posta la richiesta di giustizia per le vittime e i loro familiari», perché «a fronte di quasi trentamila vittime nelle stragi, sono stati celebrati appena una ventina di processi, con poche condanne a ergastoli non eseguiti» e «attualmente, due o tre condannati sono vivi, in Germania».
I firmatari della lettera chiedono anche alle amministrazioni locali «di aiutare in ogni modo possibile i cittadini che hanno diritto al risarcimento, per stragi come per deportazioni: sono persone che spesso hanno perduto dalla più tenera età gli affetti più cari. La loro vita è stata sconvolta e molti ancor oggi patiscono difficoltà. Soprattutto i sindaci, come rappresentanti delle comunità, devono considerare questo con grande attenzione».
Questa lettera segue quella di fine agosto, a pochi giorni dalla commemorazione della strage del Padule di Fucecchio, in cui i familiari delle vittime chiedevano di non utilizzare i soldi offerti dalla Germania per restaurare il monumento ai Caduti intitolato Lo stupore di Gino Terreni, che si trova a Castelmartini di Larciano, dove quest’anno si è svolta la commemorazione del primo settembre.
In quest’ultima lettera, ci sono i ringraziamenti a Rossi per le parole dette proprio quel giorno («L’armadio della vergogna c’è. E il nostro Paese non si è mosso come avrebbe dovuto. Perché le sentenze, contro i mandanti di quelle stragi, non sono state portate ad esecuzione. È una vergogna, questa, che ci portiamo dietro, come Italia. E come Regione Toscana siamo disposti a fare ancora di più per arrivare a una degna conclusione. Lo dobbiamo alle vittime, ai superstiti e ai loro familiari»). E c’è la richiesta di un incontro con il presidente della Regione per approfondire un tema delicato come quella delle strage naziste. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google